Viaggio in Giappone con i bambini

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Tokyo | Giappone

Il Giappone è un Paese dai due volti e nessuno come i bambini è in grado di riconoscerli, distinguerli e cogliere il bello da ciascuno di loro. Da una parte il Paese del Sol Levante è la patria dei videogiochi e dei manga. E chi, se non i più piccoli, è in grado di orientarsi tra le novità e i disegni dei cartoni più sorridenti e speciali? Ma fare un viaggio in Giappone con i bambini è anche altro: i templi, i siti imperiali e un paesaggio tra le montagne e il mare che ne fanno una meta da esplorare con i propri figli. Le possibilità sono tante e tutte sorprendentemente a portata di mano. Basta solo sapersi organizzare e programmare gli spostamenti per riuscire a vivere e vedere un po’ tutto, stravaganze incluse.

Perché dove, se non alle boutique di Kyoto, mamma e papà possono trasformarsi in una geisha e in un samurai grazie alle sapienti mani di abili truccatori professionisti? Dove, se non all’Osaka Aquarium, trovarsi faccia a faccia con un gigantesco squalo bianco? E poi c’è lo spettacolo di bunraku, burattini di grandi dimensioni manovrati sul palcoscenico da uomini vestiti di nero, che rappresenta un appuntamento fisso per piccoli e grandi. Come il karaoke in una delle tante salette private dei locali giapponesi. D’altronde questa è anche la patria del canto libero e senza timidezze per sentirsi, almeno per qualche minuto, la popstar del momento.

Robot e manga…

Il Giappone stimola la fantasia a tutte le età e proietta i bambini in un mondo di cartoni animati. Il Museo Ghibli a Tokyo è un luogo magico, ideato – non a caso – da Hayao Miyazaki, lo sceneggiatore e il regista di film d’animazione come Principessa Mononoke e La città incantata. Ecco allora che si presentano tante occasioni per sorprendersi, dalla riproduzione in peluche di un gattobus alla statua in bronzo sul tetto dell’edificio che richiama un robot soldato, dal cinema interno al museo alla mostra dei trucchi e dei modi con cui creare un film d’animazione. Il Museo nazionale delle Scienze emergenti e dell’Innovazione a Tokyo espone invece robot umanoidi e moduli abitativi per una stazione spaziale. La cura per il dettaglio è tale che i bambini non resistono alla tentazione di portare a casa uno degli innumerevoli gadget nipponici. Pollice in su anche per le bambole tradizionali (le ningyo) in porcella, legno e tessuto.

E per chi, durante il viaggio in Giappone con i bambini, vuole vedere i cosplay zoku ovvero i ragazzi vestiti e truccati come personaggi dei manga, l’appuntamento è in ogni weekend al ponte di Harajuku di Tokyo. E sempre nella capitale, il Sony Building mette in mostra le creazioni e le trovate più recenti del gruppo giapponese. Da una città all’altra, il Kyoto International Manga Museum, sull’isola di Honshu, ospita una biblioteca per l’infanzia e offre la possibilità di vedere i disegnatori all’opera. Uno dei richiami principali è la collezione di oltre 50.000 pubblicazioni sistemate in una scaffalatura continua lunga oltre 200 metri. Si chiama muro di manga, un nome che rende benissimo l’idea di cosa aspettarsi. Ma ci sarà tempo a sufficienza per sfogliarli tutti?

… o templi e samurai

C’è anche l’altro volto del Giappone, quello più tradizionale e meno frenetico, ma altrettanto ricco di spunti di interesse per i bambini. La stessa Kyoto, città di templi e case di legno, dove sorge il castello dello shogun, permette una immersione totale nel passato ma sempre rimanendo con i piedi ben ancorati al presente. Il Toei Uzumasa Movie Village è l’esempio più chiaro: un parco a tema che ospita i set di dei film sui samurai. Qui i bambini possono travestirsi e assistere ai combattimenti dei ninja. La collezione di armature del Sendai City Museum nella regione di Tohoku permette invece di scoprire il casco di Darth Vader che, guarda caso, è ispirato all’elmo dei samurai.

Due imperdibili per le famiglie sono invece il Buddha di Nara e il parco di Nara-Koen. Il primo è una delle statue di bronzo più grandi del mondo, al di sotto dei quali sentirsi piccini piccini. Il secondo è ben noto ai visitatori di tutto per il mondo per la presenza di 1.200 cervi a cui dare biscottini da sgranocchiare direttamente dalle proprie piccole mani. Templi dai tetti d’oro, santuari di tranquillità e giardini raffinati: nulla è più facile che dimenticare la realtà e assaporare la lentezza che richiede il tempo.

E poi tanta tanta natura

Il Giappone è un’isola (o meglio, 3.000 isole, di cui le principali sono Hokkaido, Honshu, Shikoku, Kyushu) ed è perciò facile immaginare la varietà di bellezze naturali da cui farsi ammaliare. Durante il vostro viaggio in Giappone con i bambini potrete ammirare la costa di Shikoku, ad esempio, ma anche le spiagge affacciate sull’Oceano Pacifico con tanto di escursioni per l’avvistamento delle balene. C’è la natura selvaggia di Hokkaido con le sue montagne e i paesaggi vulcanici e ci sono le spiagge e la vegetazione semitropicale delle isole di Amami-Sohima, Yoron-to, Aka-jima e Iriomote-jima. La campagna giapponese è piena di paesaggi “alla giapponese”, quasi dei cliché per l’immaginario occidentale, ma non per questo da avvicinarsi con leggerezza e superficialità.

A Honshu ci sono le città più importanti: non solo la capitale Tokyo, ma anche le famose Hiroshima, Kawasaki, Kobe, Nagoya, Nara, Osaka, Sendai e Yokohama. Quando andare in Giappone? I periodi migliori sono tra marzo e maggio e tra settembre e novembre. Se non altro perché si sta alla larga dal caldo umido estivo e dal rischio tifoni d’agosto. Da non sottovalutare l’inverno, soprattutto a Kyoto, anche se a Hokkaido e sulla costa va comunque messa in conto la neve. E se l’aereo è il mezzo più comodo per gli spostamenti interni per raggiungere le isole più piccole, una traversata in traghetto può rivelarsi molto piacevole.

E a tavola? Cosa mangiano i bambini?

Paese che vai, cucina che trovi. Ma nessuna paura perché qui in Giappone i bambini assaggiano volentieri le frittelle salate (okonomiyaki) e le omelette ripiene di riso (omuraisu), solo per citare due piatti tipici, da mangiare con le bacchette di legno servite in una confezione di carta. Sono da gustare nei ristoranti che servono spiedini di pollo e verdure alla griglia (yakitori-ya) o in quelli specializzati nei noodles giapponesi (ramen-ya). E c’è tanto sushi. Quello buono, naturalmente. A proposito, quasi ce ne dimenticavamo: in Giappone, prima di iniziare a mangiare, è d’uso dire itadakimasu (“ricevo questo cibo con gratitudine”) mentre a fine pasto, gochisosama (“grazie per questo pasto”). Perché le buone maniere sono importanti a tutte le latitudini.

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