Vacanze con i bambini in Giordania

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Amman | Giordania

Ci sono due valide ragioni per cui la Giordania è una terra per bambini e per famiglie. La prima è che questo è un album da sfogliare e le sue figurine sono personaggi mitici, della storia e della fantasia: Indiana Jones, Mosè, Lawrence d’Arabia, i crociati e gli antichi romani. La seconda è l’amore dei giordani per i bambini. Il risultato è allora presto detto: questo è uno dei Paesi più accoglienti in Medio Oriente per le famiglie ed è sicuro trascorrere qui le vacanze con i bambini in Giordania.

C’è tanto da scoprire e da cui lasciarsi ammaliare e per cui vale la pena dividersi tra le aride sabbie del deserto e le rigogliose oasi verdi, fino alla possibilità di nuotate e immersioni memorabili nel Mar Rosso. O di incredibili galleggiamenti nel Mar Morto. E poi c’è Petra, la capitale, dove come per magia prendono vita le fantasie dei bambini.

I colori della Giordania: rocce rosse, oasi verdi e mare azzurro

Solo i più distratti penserebbero che la Giordania sia un Paese piatto ovvero che le vacanze con i bambini in Giordania possano rivelarsi monotone. Se i colori sono la misura della varietà, ecco che da queste parti è incredibile come sia così facile passare dal deserto e dalle rocce rosse del Wadi Rum alla Riserva naturale dei Dana, la più bella della Giordania, sicuramente la più verde. Nel primo caso, l’esperienza di una notte in tenda beduina si rivela memorabile per tutta la famiglia. Nel secondo le emozioni passano dal condividere una tazza di tè in una delle antiche case del villaggio mentre i bambini giocano a tawlah (backgammon) senza troppe preoccupazioni per la lingua diversa. E a chiudere il cerchio delle opportunità uniche c’è l’esplorazione del deserto a cavallo o a dorso di cammello. Qui siamo in Giordania, il deserto è quello vero e i cammelli sono di casa. Significa che l’esperienza è autentica e non può essere rinviata. I bambini se lo ricorderanno per molto tempo.

Mar Rosso o Mar Morto?

Com’è possibile che la Giordania sia bagnata da due mari, così diversi tra di loro, e che uno dei due sia tutto interno? Da una parte ci sono infatti i fondali del Mar Rosso con i suoi colori così vivaci da rendere lo snorkeling un’opportunità un po’ più speciale che altrove. Dall’altra c’è il Mar Morto, famoso perché andare sott’acqua e rimanerci è praticamente impossibile. Succede perché è talmente pieno di sale che per stare a galla non serve nuotare o dimenarsi. Diventa allora inevitabile per i bambini (ma anche per i genitori) divertirsi a più non posso sulle acque oleose di questo lago salato. Già, perché il Mar Morto è un po’ mare per le acque salate e un po’ lago perché non ha sbocchi, è tutto lì. Bello, vero? Le vacanze con i bambini in Giordania sono proprio a misura di famiglia. Una sola raccomandazione: meglio far indossare gli occhialini da nuoto ai bambini perché l’acqua è realmente molto salata e, si sa, i più piccoli amano schizzare farsi schizzare.

Nei pressi della località marina di Aqaba, il Mar Rosso mette in mostra le barriere coralline più belle e una vita sottomarina che rappresenta la maggiore attrattiva della zona. Immersioni, nuoto, vela, windsurf, sci d’acqua o semplicemente tanto relax sulla spiaggia sono i modi migliori per onorare questi posti. E a proposito di opportunità con le acque, le sorgenti calde di Hammamat Ma’in sono un’altra meraviglia locale e non solo perché c’è anche una piccola piscina per famiglie. Si tratta di un’oasi al confine tra il Mar Morto e la Riserva naturale di Mujib, ben nota per le acque calde. Fin dai tempi dell’Impero romano, i visitatori frequentano le sorgenti minerali per un trattamento termale o un più semplice bagno caldo ristoratore.

Dopo essersi rimessi in forma, meglio rivestirsi in fretta perché la Giordania a misura di famiglia è una meta rinomata per lo shopping. Curiosare tra i souq e i grandi centri commerciali può essere molto divertente e una buona occasione per socializzare per i grandi e per i bambini. E nei piccoli negozi non è insolito che venga offerta una tazza di caffè o di tè prima di fare affari. Basta solo non farsi trovare impreparati perché nel souq è ancora viva la tradizione di mercanteggiare sul prezzo. Pronti a contrattare?

Indiana Jones, Mosè, Lawrence d’Arabia: cos’hanno in comune?

La storia è un po’ noiosa per i bambini? Nient’affatto: basta fare le vacanze con i bambini in Giordania per avere una nuova prospettiva. Non quella delle date difficili da ricordare e facili da dimenticare. Ma quella del Siq, lo stretto corridoio fra le rocce che fa da via d’accesso a Petra, dove è stato girato il film Indiana Jones e l’ultima crociata. E se il caldo si fa sentire e le piccole gambe hanno qualche cedimento, c’è sempre un asinello disposto a far salire un bambino sul suo dorso.

C’è anche una bella storia da raccontare che, chissà perché, riguarda un bambino e le famose bottiglie piene di sabbia colorata create da decenni dagli artigiani di Petra e Aqaba. Secondo la leggenda, la prima è stata realizzata da un nativo di Petra, Mohammed Abdullah Othman, che da bambino apprese da solo quest’arte, procurandosi i materiali necessari dalle montagne e dalle grotte. I suoi colleghi artigiani di oggi non hanno bisogno di utilizzare tinture artificiali: ci pensa la sabbia locale a offrire più di 20 diverse tonalità. Guai allora a credere che la Giordania sia una terra monocolore. O forse è meglio crederlo perché poi la sorpresa sarà più grande.

Un altro avvincente modo per conoscere le storie della Bibbia è andare sulle tracce di Mosè negli antichi siti della Valle del Giordano, come Madaba e il Monte Nebo. Jerash è una delle più belle città in Medio Oriente e qui basta veramente poco per entusiasmare i più piccoli. L’ippodromo organizza infatti corse di carri e giochi circensi, proprio come un tempo. Ma poi ci sono i castelli dei crociati a Karak e Shobak e i palazzi dei califfi arabi a Qasr Amra e nel deserto orientale per conoscere il passato da due diversi punti di vista. E se le energie, per una volta, sembrano non bastare perché spesso è meglio camminare che farsi trasportare, un delizioso dolcino tipico o anche un pezzetto di pane locale (pita o khobz) sono in grado di dare una scossa benefica, anche di buon umore.

Per seguire le orme di Lawrence d’Arabia occorre invece intrufolarsi nel Wadi Rum, esplorare a piedi i canyon nascosti, scoprire i messaggi segreti lasciati oltre quattromila anni fa, salire sui picchi più alti o sciare sulle dune di sabbia. Oppure, molto più comodamente, ammirare tutto dall’alto di una mongolfiera. Le visite sono disponibili da aprile a giugno e da settembre a dicembre e le mongolfiere, capaci di trasportare fino a otto passeggeri, prendono il volo solo al mattino presto. Ah già, raggiungono i 2.000 metri di altezza: chi avrà più paura, i bambini, la mamma e il papà? Noi conosciamo già la (sorprendente) risposta.

Immagini: Bimboinviaggio.com

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