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Speciale centri estivi: consigli per scegliere bene

summer camp per bambini

Speciale centri estivi: consigli per scegliere bene
Ecco come scegliere al meglio il centro per le prime esperienze di vacanze senza genitori.

La scuola è finita. È tempo di vacanze: sole, mare, lago, montagna, campagna. Tutto perfetto, solo che, troppo spesso, mamma e papà non dispongono di oltre due mesi di ferie da passare con i figli e l’organizzazione sociale nel nostro paese fornisce risposte poco soddisfacenti. E allora? Ci si può rivolgere a strutture che organizzano attività per l’estate e si può proporre ai propri figli un campus estivo, magari a tema, in montagna, al mare o in collina, in luoghi dove l’aria è diversa da quella cittadina e il contatto con la natura assicurato.

Ma come scegliere al meglio?

Il primo passo è partire dall’interesse del bimbo. Ama la natura? Ama uno sport in particolare?

Ama la musica? Un soggiorno lontano dalla famiglia è pur sempre un pochino stressante per i bambini pertanto se si riesce ad avere una motivazione alta indirizzando il bambino in base ad una sua passione, il distacco sarà meno difficile e meno pesante.

Secondo: informarsi, leggere, cercare su internet, parlare con mamme che hanno già fatto esperienze. Ma questo solo per raccogliere le informazioni di base, fatto un primo screening è infatti imperativo telefonare, cercare di parlare con un responsabile, con un educatore non con la segreteria ma con qualcuno che poi realmente starà con i bambini. La cosa da evitare totalmente è quella di andare in un centro che “occasionalmente” assembla ragazzi giovani per intrattenere i bambini. In questo caso il rischio di non trovarsi bene è molto alto: per gli organizzatori si tratta di un business e mirano al massimo guadagno col minimo sforzo. Un ragazzo giovane e senza esperienza che si prende cura dei bambini? Può capitare che il ragazzo sia amorevole e vostro figlio si trovi bene ma sarà soltanto merito della fortuna. Quindi no, non è una soluzione accettabile.

Occorre trovare una organizzazione che da anni faccia quello di mestiere e che abbia personale dedicato e adeguatamente formato.

Il mio consiglio spassionato prima di tutto da mamma e poi da persona che da anni si occupa delle vacanze dei bambini? Fissare un appuntamento e andare di persona a parlare e a vedere la struttura.

Vedere la struttura è fondamentale, sulla carta è tutto bello poi se si va a vedere nel dettaglio capita che i bagni non siano confortevoli. Pensate che a una mia amica, in Francia, in Costa Azzurra, è capitato che il bimbo di 8 anni si trovasse in un campus con i bagni in comune (e fin qui ok) con le docce senza acqua calda (proprio non esisteva il rubinetto dell’acqua calda), e alla sua domanda perplessa sull’acqua l’animatore abbia risposto: “si l’acqua è solo fredda ma tanto è estate, una doccia fresca è molto piacevole”.

Altra cosa di cui accertarsi è che il bimbo, se sotto i 10 anni, non dorma da solo ma che le camerette siano almeno per due, un compagno allevia il senso di solitudine che alla sera un po’ assale anche i più spavaldi.

Se fate una visita chiedete di dare un’occhiata alla mensa o fatevi dare un esempio di menu.
Fatevi dire che come “attrezzare” il bimbo in termini di abbigliamento, zaino, piccoli oggetti personali da portare, etc.

Verificate il rapporto ragazzi/animatori, l’ideale sarebbe quello di avere un assistente ogni sei ragazzi, dunque da privilegiare i centri che organizzano i bambini per piccoli gruppi.

Nella maggior parte dei casi gli/le ospiti dei campi estivi hanno tra i 6/8 e i 15 anni e attività, programmi e proposte sono calibrate in base a fasce d’età in modo da offrire un mix ottimale che unisca interesse, divertimento e, perché no, anche crescita personale. “In questo modo la vacanza si trasforma in una opportunità.

Tra le cose di cui prender nota, c’è  il “curriculum” del centro, grazie al quale è possibile avere una valutazione di esperienze, mission, organizzazione, staff.

I campi estivi sono un momento di piacevole vacanza per i bambini, che ne vedono il lato ludico, di gioco, sentono la compagnia dei coetanei e provano la sensazione positiva di far parte di un gruppo. Ma, per papà e mamma, almeno la prima volta, questo coincide con una sensazione di distacco che comporta il più che ragionevole desiderio (e necessità) di assicurarsi che l’organizzazione alla quale si sta affidando il proprio figlio abbia un accertato profilo di competenza e professionalità.

In breve ecco i 10 passi da seguire per scegliere il camp:

  1. 1- Scegliere il contesto ambientale più gradito e più adatto al bambino (mare, campagna, montagna)
  2. 2- Identificare un campo con una precisa tematica in funzione degli interesse del bambino (sport, lingue straniere, educazione ambientale)
  3. 3- Chiamare anche più volte il centro prima della scelta e della prenotazione del centro e parlare con un educatore
  4. 4- Richiedere un “curriculum” del centro, che permetta di valutarne “l’esperienza” nel settore
  5. 5- Chiedere la possibilità di parlare con altre famiglie che hanno già “provato” le proposte del centro (di fondo è il classico e prezioso passaparola)
  6. 6- Verificare che esista rapporto adeguato tra il numero degli educatori e quello dei bambini
  7. 7- Richiedere una descrizione dettagliata/visita della struttura e, se possibile vederla di persona
  8. 8- Assistere alla giornata di presentazione del centro per conoscere i referenti del progetto
  9. 9- Visionare il programma del campo e l’organizzazione della giornata
  10. 10- Attendersi indicazioni chiare su quanto servirà  (vestiario, attrezzatura, accessori) durante il campo

 

Chiara Rosati