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I misteri dell’Alta Gallura in una bella escursione per le famiglie

vacanze con i bambini in alta gallura sardegna

Nel nord della Sardegna, Oschiri Alta Gallura, collocato tra lago e foresta, è un bel crocevia adatto ad attrarre la curiosità di genitori e bimbi in vacanza.

Domus de janas, o “case delle fate” sparse tra gli alberi, resti di nuraghi, muretti a secco e fichi d’India, un grande lago increspato al vento del tramonto, chiese in trachite rossa e verde isolate su poggi. E vicino una grande foresta demaniale intatta. Sono attrazioni sufficienti per invitare le famiglie in vacanza a programmare un bel viaggio qui? Decisamente sì.

Siamo a Oschiri, nell’alta Gallura, una cittadina in posizione strategica fin dall’antichità, tanto che la storia in questo territorio ha una continuità che dura da millenni. Non la Sardegna della Costa Smeralda, dunque, già decisamente famosa. Ma l’entroterra sardo, tra Gallura, Logudoro e Barbagia.

Oschiri merita dunque almeno un week end di passeggiate e scoperte. Ad un primo sguardo l’ambiente è sonnolento e tranquillo: una grande chiesa nella piazza centrale, viali ariosi costeggiati da alberi e case colorate a due piani, botteghe artigianali, profumi che si spandono intorno all’ora di pranzo fanno immaginare un luogo dove le ore scorrono lente.

Ma se la famigliola ha la pazienza di curiosare in città e nei dintorni, si scoprono dimensioni insospettate. Tanto per cominciare un altare misterioso, l’altare rupestre di Santo Stefano, un lungo basamento granitico inciso con simboli geometrici: nicchie di forma triangolare, semicircolare e quadrangolare.

Qui cominciano le domande intriganti. Difficile rispondere alle insistenze dei bambini. Che cosa erano queste pietre misteriose? Forse la testimonianza di un antichissimo interesse delle popolazioni pastorali per segni legati alle religioni cosmiche? oppure un’opera di età romana, o addirittura di età bizantina?

Si potrebbe spiegare ai bimbi, ad esempio, che i monaci basiliani rifiutavano di rappresentare l’immagine della divinità e usavano solo figure geometriche. Poi, passeggiando nell’area in cui si trova l’altare di Santo Stefano, ecco che l’attenzione è catturata da numerose enormi Domus de Janas, sparse nella campagna.

Anche qui misteri e domande intriganti. Case di giganti, monumenti preistorici, oppure, come è più probabile, grandi complessi funerari che formano vere e proprie necropoli del IV millennio a.C.? Le domande si affollano e vanno in un percorso a ritroso. Ecco un bello spunto per vivere un’escursione familiare come una lezione educativa.

I bambini cominceranno a impratichirsi di distinzioni storiche all’interno di un territorio: età preistorica, età nuragica, età romana, età medievale. Certo non è facile capire subito tutto. Ma è importante guardare con occhi attenti i segni del passato e spiegare ai bambini in vacanza  che qui, in Gallura, c’è una ricca stratificazione di  50 secoli.

Ecco allora, dopo le passeggiate e le prime scoperte sul territorio, una lunga sosta al Museo Archeologico di Oschiri. Altre scoperte e altre spiegazioni. Chi avrebbe detto che un bronzetto di età nuragica, dell’800 a.C circa, a forma di carretto (porta gioie o carro da battaglia?) con quattro ruote, perfettamente conservato e decorato, è l’unico esemplare di questo tipo trovato in Sardegna?

E come mai questa ricchezza di reperti archeologici, ossidiane, ceramiche, bronzi, vetri? Oschiri, uno dei centri urbani più antichi della Sardegna, era al centro di un vasto territorio ricco di acqua: da qui la fertilità e la facilità di vie di comunicazione che univano est e ovest della Sardegna, quelle che oggi sono le zone di Olbia e di Sassari.

Dunque si potrà spiegare ai bambini come un luogo possa diventare un crocevia assolutamente strategico per dominare il Mediterraneo. E non è finita. Per i più grandicelli sarà interessante anche scoprire che a Oschiri ci fu lo stanziamento di legioni romane e la costruzione di un “castrum”.

Ecco perché il termine “castro” ricorre nel nome di Nostra Signora di Castro, la splendida chiesa del 1100 in trachite rossa che spicca in mezzo alla vegetazione che la circonda. Particolarmente suggestiva al tramonto, nel silenzio e nella solitudine. Da qui si domina il panorama tra la Gallura e la piana del Logudoro, il lago Coghinas, la catena del Limbara e l’agro di Oschiri.

Nostra Signora di Castro, dunque, è l’esempio più bello e più interessante di chiesa romanico pisana della zona. Ma un’altra chiesa da non perdere è Nostra Signora di Otti. Più piccola, ma altrettanto suggestiva, isolata in uno scenario di montagne: intorno una campagna a perdita d’occhio, scenografiche rocce granitiche erose dal vento e dall’acqua, boschi di lecci e di querce da sughero, siepi di erica, ginepri, mirto e lentisco.

Proprio in questo paesaggio ricchissimo di profumi, i bambini scopriranno la foresta Su Filigosu, la foresta demaniale protetta, di proprietà regionale. Che cosa c’è di meglio per vivere lo sport all’aria aperta? trekking, corse in bici, belle passeggiate a piedi. Senza dimenticare che Su Filigosu è anche sede di un laboratorio di smielatura, dove si produce un ottimo miele dai sentori profumati: millefiori, lavanda, corbezzolo, oltre all’abbamele, un derivato del miele perfetto da abbinare ai formaggi.

E il miele introduce al mondo gustoso dell’enogastronomia locale: le “panadas” della signora Lella, titolare di “Sapori di Oschiri”, tortine ripiene di carne o di verdure, i formaggi della Fogu Casearia, pecorino romano, pecorino sardo, ricotte, seadas coperte di miele, torrone sardo, papassini, origliette.

Per una sosta dell’intera famiglia, proprio in riva al lago Coghinas, ecco un agriturismo davvero splendido: il “Nuraghe del Lago Coghinas”, tra mirti, corbezzoli e sugherete, con una cucina tipica e genuina, e la possibilità di organizzare escursioni nei dintorni, come la visita alla Fattoria Demarcus all’alba con il contadino, la visita al laboratorio di panadas, ed infine un piacevole momento di relax con aperitivo sardo in piscina.

Informazioni di viaggio

Testo di Franca D. Scotti
Foto di Franca D. Scotti, Unsplash / Jessica Rockowitz; Nathan Dumlao

 

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