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Ecoturismo per tutta la famiglia nella Riserva di Torre Guaceto in Puglia

Torre Guaceto

Nel brindisino, Torre Guaceto attende bambini e genitori con il suo modello virtuoso di equilibrio sostenibile tra uomo e ambiente. Avete mai sognato un piccolo  paradiso di terra e di mare, dove passeggiare in libertà, osservando stormi di uccelli di passo e praterie di posidonia? Questo paradiso esiste ed è in Puglia.

Torre Guaceto, in  territorio brindisino, è dal 2000 uno  dei due unici parchi italiani costituiti da una Riserva marina ed una terrestre adiacenti l’una all’altra e gestite da un unico ente.

Qui storni e rondini posano indisturbati nei canneti, anche in vista dell’emigrazione a sud, qui tornano alla vita gli animali messi in pericolo dall’impatto antropico, perché il Consorzio di Gestione di Torre Guaceto gestisce due strutture a loro dedicate: il centro recupero fauna selvatica ed il centro recupero tartarughe marine.

Qui, in un ideale sguardo dall’alto, si può vedere un equilibrato succedersi di campi coltivati, oliveti, macchia mediterranea, zona umida, dune e mare blu con infinite praterie di posidonia oceanica, preziosa per l’ossigenazione dell’acqua. Un paradiso da vivere, non solo da contemplare. Basta essere rispettosi delle regole che proteggono l’ecosistema.

A questo scopo le famiglie in vacanza troveranno una serie di proposte originali e interessanti formulate da cooperative di servizi cresciute negli anni. I giovani di queste cooperative sono i migliori custodi di questo territorio prezioso e delicato. Proprio loro insegneranno ai bambini in visita la varietà di erbe ed insetti, le regole che sottostanno alla nidificazione e alla emigrazione degli uccelli, la stratificazione di spugne, erbe, conchiglie depositati dal  mare.

Una di queste cooperative è Thalassia, formata da giovani fortemente impegnati in attività di escursioni tra i boschi e la macchia mediterranea, la costa e il mare, bike trekking tra sentieri e tratturi dagli ulivi al mare, snorkeling alla scoperta dei fondali mediterranei, esperienze emozionali, didattica e laboratori ambientali.

I bambini con i genitori avranno solo l’imbarazzo della scelta. Anche perché i ragazzi di Thalassia sanno spiegare  tutto, suscitando emozioni e sviluppando la fantasia. Ogni bambino riceve una valigetta misteriosa che una volta aperta racconta storie fantastiche: un filo d’erba, un legnetto, un osso, una conchiglia diventano spunti per scoprire  il mondo di Torre Guaceto, che si regge su un equilibrio affascinante e delicato.

Le storie di Torre Guaceto non finiscono qui. Ad esempio perché questo nome? E perché una torre? Guaceto è l’evoluzione dell’antico toponimo arabo Al Gawsit, che significa “acqua dolce”: dunque qui gli antichi cartografi arabi, arrivando dal mare, scoprirono preziose sorgenti di acqua dolce

Ma le popolazioni di lingua araba furono poi motivo di paura quando cominciarono le scorrerie sulla costa. Ecco allora la costruzione della imponente Torre di avvistamento,  un manufatto militare cinquecentesco, che doveva dare l’allarme in caso di attacco e resistere anche alle cannonate.

Le guide che accompagnano in escursione le famiglie sanno spaziare nelle spiegazioni tra storia e geografia, in modo che il mondo di Torre Guaceto appaia in tutta la sua complessità. Anche conoscere la storia recente può essere davvero educativo. Infatti sorprenderà sapere che questo piccolo paradiso non è sempre stato così.

Venti  anni fa quest’area rivelava un ambiente degradato, pesca disordinata e selvaggia, rischio di speculazioni devastanti, perdita di varietà vegetali. In quel periodo il Consorzio, supportato da volontari del WWF e di Slow Food,  cominciò a fare un lavoro coraggioso e paziente di tutela del territorio marino e terrestre.

In particolare, è stato avviato un sistema di  pesca sostenibile, condotta solo una volta la settimana, con reti a maglia larga, che ha registrato un incremento della popolazione ittica del 400% e una resa di pesca nell’area protetta doppia rispetto a quella che si registra al suo esterno. E i pescatori, che prima si erano opposti al  nuovo disciplinare,  sono diventati a loro volta preziose “sentinelle” del mare.

Così il modello di pesca  di Torre Guaceto, riconosciuto come presidio da Slow Food, è diventato un caso di interesse mondiale, che ha attratto studiosi provenienti sin dalla California.

In agricoltura, invece, il Consorzio ha favorito il recupero del Pomodoro Fiaschetto, una cultivar storica abbandonata nel corso degli anni e oggi riconosciuto anche questo come presidio Slow Food. Un recupero che ha il valore aggiunto di premiare con il marchio “prodotto del Parco” il lavoro delle comunità agricole locali, che stanno sperimentando la coltivazione biologica di prodotti di qualità, con basso utilizzo di acqua e assenza di sostanze chimiche di sintesi.

Anche per gli agricoltori, come per i pescatori, si è dimostrato che la pratica di attività sostenibili è anche remunerativa, e quindi conveniente.  Insomma, l’esempio e la storia della Riserva di Torre Guaceto può far riflettere tutti, piccoli e grandi, sul fatto che la volontà, la tenacia, la visione strategica possono davvero cambiare il mondo.

E se le famiglie hanno qualche giorno in più da dedicare alla vacanza?

Ottima occasione per visitare i dintorni della Riserva. Tutto il territorio brindisino é ricco di piccoli borghi pittoreschi,  castelli normanni, uliveti millenari, e attraversato da vie storiche come la Via Appia e la Via Traiana.

Ostuni, San Vito dei Normanni, Carovigno, Mesagne e la stessa città di Brindisi invitano a un turismo slow, rispettoso dell’ambiente, che sa  apprezzare le tradizioni e il lavoro delle persone.

Sull’esempio delle “buone pratiche” del Consorzio di Torre Guaceto, infatti, anche questi comuni al di fuori del perimetro del territorio tutelato,  puntano a diventare più “sostenibili”, migliorando contemporaneamente la qualità di vita dei residenti.

www.riservaditorreguaceto.it

www.cooperativathalassia.com/

di Franca D.Scotti
Immagini: Franca D.Scotti, Consorzio di Gestione di Torre Guaceto