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Firenze città magica da visitare con i figli

Visitare Firenze con i bambini

In attesa che si possa ricominciare a viaggiare come facevamo fino al 2019, questo periodo difficile e particolare che stiamo vivendo può, con tutte le accortezze e le attenzioni del caso per la sicurezza nostra e di chi ci sta vicino, offrire l’opportunità di riscoprire le nostre città sia che ci si viva, sia che ci si possa andare anche solo per un paio di giorni. E allora cominciamo e …. buona scoperta!

Firenze è per i bambini un’avventura emozionante e piena di meraviglia. La sua bellezza riempie gli occhi e i suoi racconti infiammano la fantasia. Firenze è la città famosa in tutto il mondo per la bellezza dei dipinti, delle sculture e delle chiese che artisti abilissimi hanno creato qui, sulle rive dell’Arno. Ogni monumento ha i suoi segreti da svelare, ogni pietra ha una storia da raccontare, ogni vicolo è uno scrigno di aneddoti.

Firenze, culla del Rinascimento italiano, è una città dal glorioso passato ma è anche una bambina a cui piace divertirsi e far divertire, indispettirsi quando necessario e sempre piena di vitalità. Forse è proprio per questa ragione che piace ai bambini: parlano la stessa lingua. Firenze è alla portata di tutti i bambini curiosi e intraprendenti: è un’occasione per sognare, esplorare e crescere.

È un palazzo o un castello? O tutti e due?

Questo Palazzo sembra un vero castello nel bel mezzo della città. I fiorentini lo chiamano Palazzo Vecchio perché è l’antica casa del Duca. Superbo esempio di architettura medievale, ancora oggi tra le sue mura di pietra si trovano le persone che governano Firenze e decidono le regole per i cittadini. I bambini con la vista più aguzza notano subito i tanti stemmi nella parte alta della facciata del Palazzo. Si tratta della riproduzione dei disegni colorati che i fiorentini usavano per farsi riconoscere.

Quello dei Medici – la famiglia di duchi, cavalieri e regine che per molti anni sono stati i veri signori di Firenze – è uno scudo con alcuni cerchi colorati. In Piazza della Signoria, come scopriremo a breve, si erge ad esempio la statua del Granduca Cosimo sul suo cavallo. Quanti sono i cerchi sullo scudo che riproduce lo stemma di famiglia? E non solo stemmi perché sulla destra di Palazzo Vecchio, proprio vicino all’ingresso, si staglia un volto scolpito sulle mura.

La leggenda racconta che sia stato inciso senza guardare. Da chi? Da Michelangelo, naturalmente. La Torre di Arnolfo, che prende il nome da un importante personaggio della Firenze medievale, è la più alta della città. Al suo interno c’era una piccola cella, ma nessun timore: lassù nessuno è adesso imprigionato, ma come doveva essere difficile scappare? E siccome siamo in vena di rivelare misteri e particolarità che accendono la fantasia dei bambini, in Via della Ninna, una porta segreta nasconde su un muro laterale un passaggio per uscire dal Palazzo senza essere visti.

Firenze-palazzo-vecchio

Il Museo dei ragazzi, sempre all’interno di Palazzo Vecchio, è invece aperto a tutti e, oltre alla tradizionale e irrinunciabile visita, propone nuovi strumenti come la multimedialità, i laboratori e gli atelier, la teatralizzazione per conoscere la storia, l’arte e la scienza di Firenze. Se tutte le sale provocano l’incontrollabile effetto di far spalancare gli occhi, la Sala delle carte geografiche rappresenta l’irresistibile richiamo per i bambini con i suoi armadi speciali che mostrano coloratissime mappe.

La statua più bella di tutte e quei volti nascosti

La grande piazza che ospita Palazzo Vecchio si chiama Piazza della Signoria. Già, perché proprio qui si incontravano i signori di Firenze. Gli occhi non mentono: questo è un vero museo all’aperto che esibisce la ricchezza della città con le sue magnifiche statue. Scopriamone tre con le loro affascinanti storie e quei nomi mai sentiti prima. Marzocco, scolpito da Donatello, è ad esempio lo strano nome del leone che tiene tra le zampe uno scudo con il fiore.

La statua di Perseo afferra invece la testa di un mostro. Ma attenzione, quei lunghi riccioli non sono capelli, ma i serpenti che ricoprono la testa della perfida Medusa sconfitta dal coraggioso eroe. Ecco, fermiamoci un attimo per un piccolo gioco con i bambini. Giriamo intorno alla statua e guardiamola con attenzione: proprio dietro alla sua testa si nasconde un altro volto! È il ritratto segreto dell’artista che ha scolpito questa statua! L’attenzione non può che essere catturata anche dalla copia di una delle statue più belle del mondo (l’originale si trova nella Galleria dell’Accademia): il David di Michelangelo, il giovane che con la sua fionda ha sconfitto il terribile gigante Golia.

Quanto tempo trascorrere ad ammirare questo capolavoro? A proposito, una curiosità: il nome Firenze deriva da una lingua antica e significa fiore. Questa è la ragione per cui il giglio è il simbolo della città.

Il gigantesco cappello del Duomo di Firenze davanti a cui… ci leviamo il cappello

La grande cupola rossa di Santa Maria del Fiore, la chiesa più importante di Firenze, spinge tutti, proprio tutti, ad alzare la testa verso il cielo e a puntare lo sguardo sulla creazione di Brunelleschi per poi domandarsi smarriti: come è possibile? I marmi bianchi, rosa e verdi della chiesa splendono luminosi nel cuore di Firenze. Questa enorme chiesa – la terza più grande al mondo – può contenere fino a trentamila fedeli. Qualcuno in più se si conteggiano anche i bambini!

A progettare il campanile del Duomo e le sculture di pietra che lo decorano ci ha pensato Giotto. Davanti al Duomo si trova il Battistero: una delle sue porte è stata scolpita con così tanta cura da aver meritato la denominazione di Porta del paradiso. E siccome i bambini sono affascinati dalle storie è ben ricordare che tanti anni fa, colpita da un fulmine, la palla dorata in cima alla cupola è caduta. Dietro al Duomo è adesso presente il tondo bianco che segna il punto dello schianto sul pavimento della piazza.

Già trovato? Vicino al Battistero, una colonna di pietra ricorda invece l’antico miracolo di San Zanobi. Qui si trovava l’olmo sfiorato dal passaggio del vescovo che d’improvviso fiorì in pieno inverno. Sulla colonna è disegnato il piccolo albero a ricordo dell’eccezionale evento.

A Firenze, il Ponte Vecchio, il porcellino di bronzo e quel lungo corridoio

Ponte Vecchio di nome e di fatto perché questo è il ponte più antico costruito a Firenze per attraversare l’Arno. Da sempre è un luogo di passaggio e ancora oggi è affollato da gente che qui si incontra, passeggia e si ferma a guardare il placido scorrere del fiume. Lo spettacolo del sole che scivola nell’Arno fa sciogliere il cuore a tutti. Una volta le botteghe del ponte erano occupate da macellai e ortolani chiassosi che urlavano per attirare i clienti. Stanco di quel baccano incessante, un giorno il duca Cosimo I de’ Medici decise che nelle botteghe sul ponte potevano stare solo gli orafi e i gioiellieri, più silenziosi e ordinati. Per evitare di scendere per strada e perdersi nella folla di mercanti e cittadini, il duca fece costruire un lungo corridoio che ancora oggi attraversa Firenze e collega la sua casa a Palazzo Pitti con Palazzo Vecchio.

Di giardino in giardino e…

C’è una Firenze bizzarra che piace ai viaggiatori più piccoli. È fatta di coloratissimi musei scientifici pieni di animali e strani marchingegni, giardini dove correre a perdifiato e tanti negozi pieni di giocattoli. I parchi e gli orti decorano di bellezze naturali la città e ognuno di loro racconta un pezzetto di storia di Firenze. Sono posti verdi e tranquilli dove riposarsi e lasciare giocare i bambini, inventare storie fantastiche e divertirsi a creare giochi spassosi. Il Giardino di Boboli era il parco privato di Palazzo Pitti. Principi e principesse camminavano tra le statue, le grotte e le fontane di questo immenso teatro verde.

Firenze-giardino-di-boboli

Il Giardino dell’Orticultura è un luogo incantato. Il suo palazzo di vetro sembra una casa fatata mentre un drago colorato spalanca la bocca e mostra i suoi denti aguzzi. L’Orto Botanico raccoglie da secoli piante provenienti da tutto il mondo, incluse le foglie velenose e le piante carnivore! Un salto al Parco delle Cascine, alle spalle della Stazione di Santa Maria Novella, è da mettere in conto in occasione di una visita a Firenze. Non solo perché era la Riserva di caccia dei Medici, aperta al pubblico nel 1776, ma perché è la più grande area verde della città. Una passeggiata, una esplorazione in bici di questa tenuta a due passi dal trambusto cittadino o una sosta sotto al fresco di un albero sono solo alcune idee.

… di museo in museo

In città ci sono tantissimi musei: posti speciali che custodiscono ricchezze rare e preziose e dove i bambini possono fare scoperte strabilianti e continui viaggi nel tempo. Cosimo I, signore di Firenze, fece costruire un nuovo palazzo per gli uffici: il famoso palazzo degli Uffizi. In quelle stesse stanze, il figlio Francesco iniziò poi a raccogliere quadri e sculture e oggi la Galleria degli Uffizi è uno dei musei più famosi in tutto il mondo. Al termine della visita, come se fosse un ipnotico viaggio nella bellezza, il mondo viene visto con altri occhi.

Nel piazzale degli Uffizi sono presenti le statue di artisti, scienziati e tanti personaggi famosi: Amerigo Vespucci con ai piedi una grossa lucertola, Dante, Donatello, Galileo Galilei, Giotto, il condottiero Giovanni dalle Bande Nere. Da quasi seicento anni l’Istituto degli Innocenti, in Piazza della Santissima Annunziata, si prende cura dei bambini. Oggi la Bottega dei ragazzi continua ad accogliere i più piccoli e, come un laboratorio artigiano ai tempi di Leonardo da Vinci, li accompagna a sperimentare e giocare con l’arte.

Gli altri musei imperdibili per i bambini sono sei:

  • Museo Galileo: la scienza si impara giocando in questo luogo pieno di straordinari attrezzi.
  • Museo di Storia Naturale: ogni visita che si rispetti passa da Pippo, un mammut di qualche milione di anni fa. C’è anche la spaventosa tigre dai denti a sciabola, ma niente paura, è imbalsamata.
  • Le Macchine di Leonardo: qui la regola è diversa: è vietato non toccare. Solo con la prova i marchingegni del genio di Vinci prendono vita come per magia.
  • Museo Etno-Antropologico: viaggio alla scoperta delle culture della Terra, tra corone di piume, gioielli di conchiglie e macabri teschi trofeo.
  • Museo della Specola: uno in più, uno in meno, sono cinquemila gli animali imbalsamati per conoscere le meraviglie della natura, tra cui scheletri di balena.
  • Museo Stibbert: armature, lance e spade: le battaglie medievali dei cavalieri sono qui.

Firenze non finisce mai di stupire

Vicoli stretti e piazze grandiose svelano continue sorprese e la bellezza riposa nei dettagli. La facciata della chiesa di Santa Maria Novella, ad esempio, è un grande disegno di marmo, un gioco di rettangoli, quadrati e cerchi. Sui muri di alcune case ci sono poi alcune finestrelle ovvero minuscole aperture che servivano per vendere i fiaschi di vino che le famiglie producevano nei vigneti. Sono le buchette del vino, sparse per la città: una si trova vicino a Piazza Santa Croce, accanto al portone di un palazzo all’inizio di Via Benci.

Firenze è la città di Dante Alighieri, il famoso poeta che ha immaginato un viaggio straordinario in posti che nessuno ha mai visto: la Divina commedia. In Piazza del Duomo è presente il luogo dove si trovava il sasso di Dante. La leggenda racconta che proprio lì, il poeta sedeva a guardare gli operai mentre costruivano la grandiosa chiesa. Per vedere il suo ritratto occorre invece entrare nella chiesa di Santa Maria del Fiore. Il poeta mostra il suo libro mentre intorno a lui si vedono la città di Firenze e alcuni personaggi raccontati.

Dante abitava vicino alla Torre della Castagna, nell’attuale Via Alighieri. L’antica torre si chiamava così perché tra quelle mura i governatori di Firenze usavano le castagne per contare i voti. Vicino alla casa di Dante c’è invece un palazzo ancora più vecchio di Palazzo Vecchio: è il Bargello, la fortezza dove abitava il comandante delle guardie di Firenze. All’interno del cortile ognuno di loro ha appeso il proprio stemma a ricordo della sua forza.

Che festa Firenze!

I fiorentini sono molte legati alle tradizioni popolari e alle feste storiche. Queste sono infatti le occasioni per indossare gli antichi costumi colorati e sfilare per le vie della città suonando i tamburi e sventolando le bandiere. Nella festa della Rificolona si accendono tante lanterne di carta, le rificolone appunto. Il divertimento dei bambini sta nel seguire il corteo e spegnere le fiammelle degli altri soffiando in una lunga cerbottana. Il giorno di Pasqua si festeggia invece lo scoppio del carro: il brindellone. Un grande carro di legno arriva in Piazza del duomo a ritmo di tamburi mentre un razzo a forma di colombina esce dal portone della chiesa e accende il carro che scoppia in una interminabile pioggia di scintille.

Immagini: Stefano Monteleone, pxhere.com