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Castelli da favola in Toscana da visitare con i bambini: amori, cavalieri, arte e leggende

I castelli esistono ancora e la Toscana ne è piena. Arroccati su montagne e dorsi di colline, affacciati sulle acque del mare o nascosti nei centri cittadini, sono i luoghi simboli dell’età di mezzo, ma dimenticate quelli diroccati e trascurati. Qui ci riferiamo ai castelli antichi ma perfettamente conservati, vere e proprie gemme del passato che continuano a essere fiorenti anche ai giorni nostri e quindi perfetti per essere visitati dai genitori con i bambini.

Anzi, il consiglio è di visitarne più di uno. Basta aprire la mappa della Toscana e tracciare la propria rotta lungo la Strada dei Castelli, lasciandosi ispirare dalla bellezza e dall’imponenza di queste costruzioni senza tempo. Pronti allora per fare un bel giro nella macchina del tempo dal nord al sud della regione? Si parte.

  • Castello di Brolio, fuga nel Chianti
  • Castello Malaspina di Fosdinovo: arte, leggende e storie di fantasmi
  • Forte Stella a Porto Ercole, la costruzione perfetta
  • Castello di Poppi, dal Salone delle feste alla Torre è tutta una scoperta
  • Castello di Volpaia, qui si vive come un tempo
  • Castello di Gargonza a Monte San Savino, il Medioevo esiste

 

Castello di Brolio, fuga nel Chianti

Che castello sarebbe senza la leggenda di un fantasma? Succede anche con il Castello di Brolio che da oltre 10 secoli domina le vallate nella parte meridionale del Chianti Classico, a circa 20 chilometri da Siena. Una leggenda locale vuole infatti che nelle notti di luna piena nei dintorni del castello si aggiri il fantasma di Bettino Ricasoli. Alcuni lo hanno visto passeggiare da solo o a cavallo seguito da una muta di cani da caccia. Addirittura sembra che il letto del barone sia stato trovato disfatto più volte dopo la sua morte, proprio come se qualcuno vi avesse dormito.

Già, perché il castello che vediamo oggi è il risultato della ricostruzione voluta da Bettino Ricasoli nell’Ottocento secondo il gusto dell’epoca. E a differenza delle altre strutture suggerite in questo articolo, nel Castello di Brolio abita ancora la famiglia proprietaria.

Per i genitori con bambini sono numerose le occasioni di interesse. Innanzitutto la doppia visita ai giardini e al museo, dopodiché i tour guidati, anche quelli proposti specificatamente per le famiglie. Brolio4Kids, ad esempio, con attività per i piccoli dai 3 anni ai 12 anni. Come “Caccia ai timbri nel bosco inglese” in cui i bambini sono chiamati a cercare le stazioni del percorso “Caccia ai Timbri” con animali o piante, completare la mappa con tutti i timbri per poi recarsi alla biglietteria del Castello e ricevere una piccola sorpresa.

Nella Torre del Cassero, la Collezione Ricasoli racconta la storia di questa famiglia che ha combattuto a fianco dei Medici e che ha dato un grande contributo all’Unità d’Italia. Elmi, spade e balestre, che incantano anche i più piccoli, sono riuniti in una delle armerie dinastiche più preziose e ricche d’Italia.

 

Castello Malaspina di Fosdinovo: arte, leggende e storie di fantasmi

Così perfettamente conservato, il Castello Malaspina di Fosdinovo nelle terre di Lunigiana riserva sorprese su sorprese. Se l’esterno appare così possente per la presenza di torrioni e bastioni sul fronte rivolto verso il paese, gli interni si sono trasformati nel tempo in una raffinata dimora signorile con sale affrescate. Gli imperdibili? I saloni dipinti da Gaetano Bianchi, la stanza dove soggiornò Dante Alighieri, la collezione di monete, ceramiche, armi e strumenti di tortura.

E naturalmente la camera dove secondo la leggenda dimora il fantasma del Castello Malaspina, la giovane Bianca Maria Aloisia, murata viva qui perché innamorata di uno stalliere contro il volere dei nobili genitori. Protetto anticamente da un ponte levatoio, l’ingresso si apre su un piccolo cortile dove ancora oggi si trovano i cannoni difensivi.

Di proprietà dei marchesi Torrigiani Malaspina, oggi ospita un museo, un centro culturale dedicato alle arti contemporanee, una residenza per artisti e scrittori e un piccolo bed and breakfast. A disposizione degli ospiti ci sono salotti, una loggetta rinascimentale con tavolini e una torre panoramica dove riposare e leggere. Lo spazio del museo offre agli spettatori un percorso interdisciplinare pensato per tutte le età.

 Il Castello organizza laboratori, rievocazioni medievali, letture dantesche, visite gestite da storici e archeologi. Le giornate al castello Malaspina di Fosdinovo per i gruppi possono essere completate con pranzi, cene o merende con tanto di performance medievali con animatori in costume.

 

Forte Stella a Porto Ercole, la costruzione perfetta

Basterebbe solo la forma di questa costruzione così perfetta per catturare l’attenzione dei bambini. Come lascia immaginare il nome, Forte Stella è un fortino a forma di stella. A sei punte per la precisione ed è situato al centro di un ampio recinto quadrilatero con gli angoli bastionati. Siamo nel comune del Monte Argentario vicino a Porto Ercole e a renderlo ancora più magico è la sua posizione a strapiombo sull’azzurro del Mar Tirreno.

Realizzata attorno alla seconda metà del Cinquecento dagli spagnoli, Forte Stella era il punto di riferimento per avvistare la presenza di nemici. Una vera e propria maxi torre di avvistamento che ancora oggi permette di allargare lo sguardo dalla sponda meridionale dell’Argentario fino al promontorio di Capo Linaro vicino a Civitavecchia.

La posizione era così strategica da consentire di comunicare con segnali a vista con le vicine torri e fortificazioni che punteggiavano il promontorio dell’Argentario. Insomma, questo era un inespugnabile sistema difensivo in grado di sfruttare al meglio la sua strategica posizione. Visitare oggi con i bambini Forte Stella significa passeggiare lungo i camminatoi delle sue mura e ammirare gli stessi panorami che hanno tenuto all’erta gli spagnoli. E se si è fortunati vedere da vicino una delle mostre di arte contemporanea che spesso sono organizzate proprio all’interno di questa costruzione.

Tutta la struttura è circondata da un fossato e l’unico punto di accesso è formato da un ponte levatoio. I bambini fino a 6 anni entrano gratuitamente.

 

Castello di Poppi, dal Salone delle feste alla Torre è tutta una scoperta

L’avventuroso viaggio alla scoperta dei luoghi simboli dell’Età di mezzo trova nel Castello di Poppi (o Castello dei Conti Guidi) una tappa imprescindibile. Siamo in provincia di Arezzo ma questa struttura – rimasta praticamente intatta dalle origini fino a oggi, al di là di un intervento di restauro per via dei danni subiti dalla torre campanaria per la caduta di un fulmine – è il simbolo di tutto il Casentino. Ecco, quando si parla di castelli e merlature, di palazzi residenziali in cui dimoravano i signori dell’epoca e di simboli del Medioevo, l’immagine che si forma nella mente è proprio quella della struttura in pietra del Castello di Poppi.

Con la sua sagoma che appare quasi sospesa nel vuoto alla vista di chi lo osserva dal basso, il desiderio dei bambini di andare a curiosare all’interno è sempre molto forte. Ed è anche ben riposto perché i numerosi stemmi gentilizi sulle pareti interne al piano terreno rinviano a un mondo di corti e di privilegi che fanno galoppare la fantasia, fino a farla andare a briglie sciolte nel Salone delle Feste dove i Conti Guidi organizzavano banchetti e spettacoli e oggi utilizzato per gli appuntamenti più importanti e prestigiosi.

Impensabile andare via dal Castello di Poppi senza aver visitato la Biblioteca Rilliana con il suo patrimonio di 25.000 volumi antichi. Sono invece 104 gli scalini da salire uno a uno per raggiungere la cella campanaria posta in cima alla torre del Castello. Vale la pena percorrerli con i bambini? Sì, per scoprire l’antico e sorprendente meccanismo dell’orologio e per far spaziare la vista sugli ampi panorami sul Casentino una volta arrivati proprio in cima alla torre.

 

Castello di Volpaia, qui si vive come un tempo

C’è aria di purezza e di eleganza qui a Volpaia, borgo fortificato d’origine medievale a Radda in Chianti. E c’è perché la famiglia Mascheroni Stianti, proprietaria del Castello, ha conservato le antiche tradizioni e le rinnova giorno dopo giorno. Significa che la vocazione agricola del territorio, legata al vino, all’olio e agli orti che forniscono le verdure, viene rispettata con cura, passione e dedizione.

Di conseguenza le famiglie con i bambini che visitano il Castello di Volpaia e magari decidono di alloggiare per uno o più giorni in una delle antiche coloniche restaurate e accessoriate – una al limitare del borgo e l’altra circondata dalla natura a due chilometri da Volpaia – trovano un mondo ideale: la tranquillità della natura della campagna da una parte, tante belle storie da farsi raccontare dall’altra.

La famiglia fiorentina dei Della Volpaia è passata alla storia non solo per aver legato il proprio nome a questo borgo, ma anche per aver espresso artisti e costruttori di orologi solari e sfere armillari. Uno su tutti: Lorenzo dei della Volpaia, amico di Leonardo da Vinci, ha costruito l’orologio dei pianeti per Palazzo Vecchio a Firenze.

Scoprire Volpaia oggi significa anche mettersi a tavola con i bambini all’omonima Osteria, già inserita nelle guide gastronomiche tra i ristoranti emergenti toscani consigliati. Così come assaporare le bontà del forno di Volpaia tra pane, pizze, focacce, torte e piatti della tradizione, da consumare all’aperto nelle belle giornate. Oppure concedersi le rinomate cene in villa o partecipare alla scuola di cucina (per mamme e papà) della durata di mezza giornata, al mattino o al pomeriggio.

E per i bambini? C’è il carrello dei gelati, preparati quotidianamente dallo chef dell’Osteria Volpaia.

L’esperienza in più è andare alla scoperta del vinodotto sotterraneo. Oggi come alle origini tutto il borgo è coinvolto nella produzione di vino e olio. Le tinaie e le cantine, la vinsantaia e l’imbottigliamento, l’orciaia e il frantoio sono ospitati nei sotterranei, nei palazzetti, nelle chiese sconsacrate e nei fabbricati del borgo, tutti collegati tra di loro. In un modo o nell’altro sono coinvolti tutti gli abitanti e la visita delle cantine è una esperienza unica che conduce attraverso tutti i palazzi e le chiese del borgo.

 

Castello di Gargonza a Monte San Savino, il Medioevo esiste

Qui al Castello di Gargonza a Monte San Savino, in Val di Chiana, nella provincia di Arezzo, succede qualcosa di magico perché i bambini hanno la possibilità di vivere una fiaba. Una di quelle vere in cui si è protagonisti e non spettatori. Una di quelle in cui camminare all’interno di un’unica cinta muraria, guardare fino a che punto è profondo il pozzo, osservare a bocca aperta le case di una volta e domandare alla propria mamma in che anno stiamo vivendo.

Gargonza è reale e autentica, antichissima ed è tenuta benissimo. Anche nei dettagli e anche a tavola. Il Ristorante La Torre di Gargonza si trova proprio fuori le mura del borgo ed è stato ricavato dalla rimessa per i macchinari agricoli e la falegnameria. Interamente rinnovato con le vetrate della nuova sala panoramica, accoglie fino a 170 posti.

Cosa manca per una vacanza perfetta? Nulla perché gli ospiti possono tuffarsi con la bella stagione in una rinfrescante piscina subito fuori le mura con tanto di piccola pergola per il light lunch e i bambini possono raccogliere le verdure di stagione nell’orto, proprio come si faceva una volta. Oppure partecipare a corsi di affresco e di pittura insieme ad altri piccoli amici.

Già nell’orbita di Arezzo come feudo dei Conti Ubertini, in epoca medievale è stato oggetto di dispute fra Guelfi e Ghibellini, come del resto quasi tutti i fortilizi della zona. Da qui è infatti passato anche Dante Alighieri. Di esperienza in esperienza Gargonza offre nella sua rinnovata Bottega un cheese tasting sotto la torre trecentesca del borgo.

Si tratta di un viaggio alla scoperta del gustoso mondo dei formaggi, con indicazioni sul latte utilizzato, le varie pastorizzazioni e le stagionature. Gli appuntamenti con le attività variano in base alle settimane (e alla stagionalità dei prodotti!) secondo un calendario di eventi costantemente aggiornato e consultabile sul sito ufficiale del Castello.

 

di Chiara Rosati

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