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Dove andare in vacanza con i bambini? Mete e ispirazioni in base all’età

con i bambini sull'altopiano di brentonico e sul monte baldo trentino

Già decisa la meta della prossima vacanza con i bambini in Italia o all’estero? Qualunque sia la risposta è fondamentale deciderla insieme ai figli, tenendo conto della loro età e dei loro interessi. Che si tratti di una vacanza avventura in Thailandia, di un safari in Kenya alla scoperta degli animali, di un tour fai da te tra i più bei parchi divertimento della costa romagnola, di un bel soggiorno in un resort in montagna in Trentino o al mare in Puglia, di una settimana in campeggio o in fattoria, è bene valutare dove andare in vacanza con i bambini e la loro capacità di adattarsi al nuovo contesto.

A iniziare alla durata del viaggio perché se è troppa lungo occorre concedere più tempo per l’ambientamento, soprattutto se i figli sono molto piccoli. Con il buonsenso dei genitori, qualche precauzione e strategie intelligenti, ogni viaggio con i bambini filerà liscio. Andiamo allora alla scoperta delle località di vacanze più adatte in funzione dell’età dei piccoli:

Nella natura con i bambini, da 4 anni in su

Vacanze con i bambini sulle montagne del ost tirol in austria

Quante cose si possono fare con una bella camminata con i bambini nella natura o magari con un trekking di più giorni. Si può osservare il passaggio di un’aquila in volo, ammirare un fiore selvatico o semplicemente mettersi in cerchio per una chiacchierata rilassante e spensierata. In Italia sono tante le possibilità da cogliere, ma con qualche accortezza. Nel caso di bambini tra 4 e 8 anni è una buona idea farsi affiancare da un animale di soma, come l’asino o il mulo, perché può trasportare i bagagli o il piccolo quando è stanco.

Tra gli 8 e i 12 anni i bambini possono portare con sé uno zainetto leggero e camminare anche per 3 ore nel corso dell’intera giornata. Dopo i 12 anni e se abituati a camminare, possono macinare qualche chilometro in più. Ovunque si vada, un piccolo segreto per rendere partecipi i bambini dell’esperienza del cammino è coinvolgerli in quello che si fa, dalla preparazione dello zainetto fino all’illustrazione della mappa passando per la spiegazione del significato dei cartelli e delle indicazioni.

In ogni caso è necessario prestare attenzione all’altezza delle località di vacanza: prima dei 5 anni, un bambino non dovrebbe essere portato sopra i 2.200-2.500 metri e prima del compimento dei 10 anni non raggiungere i 10.000 metri.

Nel cuore delle Dolomiti o sulle sponde del Lago di Garda, tra gli alpeggi della Valle d’Aosta o seguendo il corso di rii e il richiamo di boschi fatati, le escursioni tra cui scegliere sono numerose.

Ad esempio quella che da Obereggen, in Alto Adige, arriva al famoso Lago di Carezza, conosciuto come il Lago dell’Arcobaleno, casa della bella ninfa ondina. In Trentino una passeggiata comoda è quella panoramica tra i campi coltivati della Val di Gresta fino a Malga Somator.

In bici con mamma e papà, che soddisfazione! Ma dove? E quando?

Se c’è un’avventura che offre grandi soddisfazioni è salire in sella a una bici e pedalare a più non posso. Le escursioni sono adatte ai bambini di almeno 8 anni perché sono in grado di percorrere parecchi chilometri e hanno a disposizione bici adeguate alla loro statura. Ricordando l’indispensabilità di indossare il casco, l’Olanda è sicuramente una delle destinazioni da segnare in agenda.

Le strade sono pianeggianti, i percorsi sono segnati e quasi ovunque ci sono piste ciclabili. Non solo, ma è sempre possibile caricare le biciclette a bordo del treno. Questo è nell’immaginario il Paese dei mulini a vento e delle lunghe distese di campi di tulipani, da solcare con una bicicletta, tra un immancabile selfie e un altro ancora.

In vacanza si cammina molto, meglio le città pianeggianti

vacanze con i bambini a Roma

Di certo, con o senza bambini, quando si viaggia si cammina molto. Ed ecco perché è indispensabile valutare con attenzione le caratteristiche geografiche della località della vacanza. Se per i bebè fino a 8 mesi circa il marsupio è un accessorio indispensabile, da 1 a 4 anni può essere sostituito dallo zaino portabambini con cui i piccoli osservano il mondo dall’altro, oppure dal passeggino.

Nei primi mesi di vita del bambino, la maggior parte dei genitori preferisce non allontanarsi troppo da casa e restare in Italia con il lago di Garda, il Trentino e la Puglia che offrono una miniera di opportunità.

Quando arriva il momento in cui il bambino è in grado di muoversi in autonomia ed è abituato a camminare, è fondamentale che sappia come affrontare i pericoli del traffico.

Di conseguenza nella scelta delle città da visitare in Italia è sempre preferibile quelle pianeggianti (Roma, Firenze, Bologna, ad esempio), in Europa e nel resto del mondo quelle con segnali stradali a cui i bambini sono abituati.

Immersioni subacquee con i bambini, quando farle?

La grande emozione di vedere i pesci colorati in fondo al mare coinvolge tutti, grandi e piccoli. Ma sono proprio i bambini a dover prestare un’attenzione supplementare perché prima degli 8 anni è sconsigliata l’attività subacquea: orecchie e polmoni non sono ancora sufficientemente sviluppati. Gli esperti invitano alla precauzione e di attendere i 12 anni prima di equipaggiare i bambini con maschera e boccaglio.

Il secondo a cui stare attenti è la capacità natatoria affinché il bambino si senta a proprio agio nell’acqua. Solo a quel punto è possibile sperimentare l’esperienza delle immersioni subacquee, magari dove la profondità dei fondali non è maggiore di 5 metri ma la flora e la fauna marina sono ricchissime.

Qualche idea tra le tante attorno alle isole dell’Oceano Pacifico e dell’Oceano Atlantico, nel Mar dei Caraibi e nel Mediterraneo? La Polinesia francese, in cui i centri autorizzati per le immersioni a partire da 8 anni sono tanti con la passeggiata subacquea a Bora Bora o a Mo’orea nel giardino dei coralli scintillanti a una profondità di 3 metri che è sempre molto richiesta tra le famiglie. Oppure a Bali, in Indonesia, dove l’acqua è poco profonda e i bambini sono circondati da mante giganti, rettili, pesci colorati, tartarughe e ostriche perlifere.

In barca a vela o in houseboat con i bambini: giovani skipper al comando

La vita di mare è una esperienza che tutte le famiglie con bambini dovrebbero fare almeno una volta nella vita. Permette infatti di scoprire la propria destinazione preferita da un altro punto di vista e di raggiungerla via acqua anziché via terra. E come in tutti i viaggi particolari, anche la navigazione necessita di un supplemento di attenzione.

Le crociere in barca a vela sono infatti adatte anche ai bambini più piccoli, soprattutto se c’è un equipaggio al seguito. Il periodo in cui l’esperienza a bordo di una imbarcazione diventa più complicato coincide con quello in cui i bambini imparano a camminare. Non bisogna mai distogliere lo sguardo dal piccolo, anche quando la barca è ferma.

I bambini amano tuffarsi nell’acqua, nuotare ed essere coinvolti nella conduzione come giovani skipper. Di conseguenza, che si tratti di una crociera marina o fluviale, dalla Borgogna all’Alta Garonna, nel Suffolk o attorno all’isola di Andros, la più grande dell’arcipelago delle Bahamas, il suggerimento è di attendere che i bambini compiano 7-8 anni.

L’importanza dei pasti, attenzione agli orari

ristorante cavallino bianco

Se c’è quindi un altro aspetto da non perdere di vista è l’orario dei pasti nei Paesi visitati. Certo, seguire le usanze del posto è sempre piacevole e coinvolgente, ma i bambini fra i 3 e i 9 anni hanno generalmente bisogno di mangiare prima delle 19 o delle 18. Si tratta di una fascia oraria impensabile in molti Paesi in cui è pressoché impossibile trovare un ristorante aperto. Pensiamo ad esempio alla vicina Spagna dove l’appuntamento con la cena non si consuma prima delle 20.30.

Meglio informarsi con anticipo e privilegiare non solo quelle località con orari flessibili, ma anche quei family hotel (in Italia ce ne sono tantissimi, al mare e in montagna) che hanno creato una corsia preferenziale per i bambini per recarsi al ristorante secondo le personali esigenze. E che magari propongono menu speciali per i più piccoli.

Vacanza in famiglia in campeggio? Anche con i bambini piccolissimi

Tra le occasioni più gettonate dalle famiglie in cerca di una vacanza rilassante c’è anche quella del campeggio. Adatta anche ai bambini piccolissimi, è necessaria però un’attenta valutazione. I campeggi troppo grandi potrebbero non essere congeniali per i bambini più piccoli mentre quelli troppo isolati potrebbero rivelarsi noiosi per i più grandicelli alla ricerca di divertimento e varietà.

Anche la scelta della tenda è importante affinché sia delle dimensioni adeguate per ospitare comodamente mamma, papà e i bambini al seguito. In questo caso la misura minima è di 3×4 metri con i figli più grandi che possono aiutare i genitori a montarla. L’età minima consigliata per far dormire i bambini in una tenda separata è di circa 10 anni. Il consiglio? I campeggi italiani originali, quelli che affiancano attrazioni degne di un acqua park, soluzioni innovative e magari trattamenti beauty per bimbi.

Immagini: Campeggio Marina di Venezia, Tommaso Prugnola / Monte Baldo, Trentino, Grand Hotel Cavallino Bianco, Ortisei, Le Boat, Visit Valsugana, Osttirol

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