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Soldatini che passione: ra-ta-ta-ta, bang-bang, si gioca. La stanza dei bambini diventa una mostra

Sullo sfondo sembra di sentire l’eco di rulli di tamburi e squilli di tromba, dentro le mura dove armi e militari sono stati realmente presenti per secoli, tra aerei, navi, carri armati, fortini e, naturalmente, soldatini. In legno, stagno, piombo, gesso, cartapesta, cartone o semplicemente carta, per decenni hanno fatto compagnia ai bambini di tutto il mondo, quando a scandire i ritmi del gioco non c’erano ancora i videogame.

È l’atmosfera ricostruita della mostra “Ra-ta-ta-ta, bang-bang, si gioca”, allestita a Roma, al Museo delle Mura, fino al primo marzo 2020. Le famiglie con bambini sono le benvenute, purché accettino una regola: non ci sono regole o meglio tutto è affidato alla fantasia del giocatore

Ra-ta-ta-ta, bang-bang, si gioca

Nelle torri dell’antica Porta di San Sebastiano sono esposti 137 pezzi della collezione di giocattoli antichi di proprietà di Roma Capitale, per lo più riferibili alla cosiddetta età d’oro del giocattolo, cioè gli anni compresi tra il 1860 e il 1930. Nel percorso della mostra i giochi di guerra sono disposti fantasiosamente, senza alcun criterio cronologico e tipologico, e corredati da altri pezzi fuori contesto come bambole, pupazzi, macchinine, una bicicletta, un monopattino.

L’obiettivo dell’allestimento è ricreare un contesto ludico, libero e senza regole, e offrire al visitatore la sensazione di affacciarsi in una stanza di bambini per osservare il loro spazio di gioco.

La mostra si snoda lungo due piani del museo. Al primo il visitatore è accolto da un video di animazione di presentazione: in un mondo in miniatura prendono vita gli antichi oggetti, colti in dettagli anche minimi, sullo sfondo della città nelle sue attività quotidiane. Il video si avvale di due differenti tecniche di animazione: la stop motion e l’animazione digitale 2D.

Nelle sale del secondo piano i giochi di guerra, tra cui armi, fortini, soldatini, navi, aerei e carri armati, sono disposti in angoli gioco accanto a bambole, maschere e macchinine, nella ricostruzione volutamente disordinata e incongrua di una stanza di bambini.

Si alternano un angolo dedicato alla lettura, uno spazio domestico per le bambole con un piccolo guardaroba per giocare a travestirsi, diverse imbarcazioni in navigazione sovrastate da velivoli di ogni genere.

Infine, è disponibile anche una sala dedicata al gioco libero, con macchine da corsa e personaggi dei cartoni animati, ed è in programma un calendario di laboratori didattici per scuole, bimbi e famiglie. L’esposizione, a ingresso gratuito, è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura, è a cura di Emanuela Lancianese ed Ersilia Maria Loreti.

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