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Bambini guardiani del mare, i fari più belli da visitare (e dove dormire)

Fonte d’ispirazione per scrittori, pittori e fotografi, alla loro ombra migliaia di bambini hanno viaggiato con la fantasia. I fari sono protagonisti di racconti avventurosi, di romanzi e di favole. La loro storia è antichissima e ricca di fascino e ancora oggi continuano a catturare l’immaginazione di piccoli e grandi. E la ragione è molto semplice: sono ancora accesi. Gli occhi di luce continuano a tenere lontani i naviganti notturni dalle coste segnalando il confine tra terra e mare e indicando la giusta rotta. I fari sono vento, mare, profumi, sospiri, speranza e gioco. Alcuni sono stati perfino ristrutturati per diventare specialissime occasioni di soggiorno per famiglie. E altri, piccoli e colorati in mezzo al mare, suscitano così tanta simpatia da far venire voglia di stingere amicizia con questi testimoni silenziosi delle storie di mare, di uomini e di bambini.

L’occhio magico del faro

Ecco, immaginate cosa succede nella testa e nel cuore di un bambino quando il papà gli spiega: “Quello si chiama faro, lampeggia sul mare, così le barche di sera e le navi di notte vedono da lontano dov’è il porto”. Si scatena un putiferio di emozioni pensando all’incanto del mare, alle stelle e ai venti, all’occhio magico del faro, al richiamo della propria casa e alla luce materna della terra. I bambini lo sanno bene: prima di vederlo un faro bisogna immaginarlo e quello di Rubjerg Knude, in Danimarca, ad esempio, svetta sul paesaggio ricoperto da alcune delle più imponenti dune di sabbia di tutta Europa. Sembra che sia lì in attesa di essere svegliato o di un bambino che si avvicini per sussurrargli una parola gentile. Questa è una destinazione maestosa e dalla cima delle dune si gode la vista sul mare e sulle sconfinate distese di sabbia da cui non ci si staccherebbe mai. Di giorno, a bagliore spento, risplende il fascino di luoghi sperduti e selvaggi.

 

Vivere come Robinson Crusoe

Qui l’esperienza è più che speciale: si affitta la casa del guardiano del faro e si vive una notte (o anche più) fuori dal tempo. Succede nella piccola isola di Île Louët, nella baia di Morlaix, in Bretagna. La piccola casa viene concessa da aprile a ottobre e può ospitare fino a 10 persone avendo come coinquilini solo gabbiani. Le notti sono generalmente calme e si viene cullati dal rumore delle onde sulle rocce e dal vento che soffia intorno alla casa. Occorre scendere a patti con il comfort, ma il panorama di giorno e di notte è sempre garantito. A proposito, il nome faro deriva dal greco e dall’isola di Pharos, di fronte ad Alessandria d’Egitto, dove era stata costruita una torre sulla quale ardeva un gran fuoco, così che i naviganti potessero districarsi dalla palude Mareotide.

Non sappiamo perché questo faro in Croazia abbia il nome di San Pietro (Sveti Petar), ma che la penisola che lo accoglie sembri l’anticamera del paradiso siamo piuttosto certi. Le spiagge bellissime, il mare cristallino e le oasi verdi con il monte Biokovo sullo sfondo fanno davvero credere che siamo realmente molto vicini all’eden.

Il faro di Punta Palascia, la prima alba!

Non è una semplice torre in pietra che si leva col suo unico occhio e veglia nella notte. Il faro di Punta Palascia (con l’accento sulla lettera i!) è il punto più orientale d’Italia, dove ogni giorno sorge la prima alba. Siamo nel Salento, in provincia di Lecce, nel territorio di Otranto e qui, ogni anno tra il 31 dicembre e il primo gennaio è facile incontrare gruppi di genitori e bambini che si muovono nel cuore della notte per ricevere una ricompensa: un orizzonte speciale con il sole che spunta dall’altra parte del Canale, sopra le terre a Oriente. Questa è l’alba dei popoli in terra d’Otranto.

Siamo vicini ai Balcani e due sponde diverse dello stesso mare si destano insieme. Con lo sguardo perduto all’orizzonte si intravedono perfino le montagne dell’Albania. Un proverbio locale recita “quando se vidine le muntagne dell’Albania lu scirocco sta alla via”. Il faro, imperturbabile testimone degli eventi della storia, è uno dei cinque del Mediterraneo tutelati dall’Europa, uno dei 161 in Italia.

La Sardegna è terra di fari e fra i tanti segnaliamo quello di Capospartivento perché è il primo in Italia destinato all’accoglienza. La luce della lanterna si accende ogni sera da oltre 160 anni. La colazione a bordo piscina con i bambini si consuma su antichi fondi di carro turchi, un maestoso baule indiano custodisce i libri della sala da tè, nei bagni al piano terra i lavabo poggiano su un antico mortaio mongolo e la cornice di uno specchio cela 42 timbri indiani, utilizzati per stampare i tessuti. Ogni dettaglio nel faro, come spiega chi dalle rovine ha messo in piedi un rifugio esclusivo per famiglie, è un omaggio alla passione per il viaggio. Tra gli oggetti di design, ad esempio, ci sono i lampadari rossi in cristallo di Murano e le sedute in pelle bianca stile Luigi XIV nel salone. Sono tanti pezzi di un mosaico più grande, tante esperienze nell’esperienza.

Il faro sulla roccia nell’oceano

Il faro di Crookhaven si trova all’ingresso della parte sud-ovest d’Irlanda. Risale al 1843 ed è ancora circondato dalle abitazioni originali occupate dai lavoratori del Fastnet Lighthouse, della stazione di Mizen e dello stesso faro. Qui c’è un cottage, originale anch’esso e adeguatamente ristrutturato, in cui trascorrere un soggiorno speciale. La sola vista su Ballydevlin Bay, Isole Carberry, Rock Alderman, Fastnet Lighthouse vale il prezzo del biglietto. Il sogno di affacciarsi sull’oceano trova piena realizzazione in questo tratto di costa poco urbanizzato dove le mucche e le pecore sono più numerose delle persone. Il villaggio più vicino al cottage, che può ospitare una famiglia fino a 6 persone, è quello di Goleen, a circa 3 chilometri dove trovare negozi e ristoranti per famiglie.

Credits photo: Baiedemorlaix, LighthousesCroatia, Faro Capospartivento, Crookhavenlighthouses

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