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Carnevale 2019 in Svizzera con i bambini

I carnevali più pazzi? Sono in Svizzera. C’è anche quello hawaiano

Lasciarsi andare prima della Quaresima, esagerare e ricercare il piacere dei sensi assumendo un’altra identità con l’aiuto di maschere e travestimenti: è questo il filo conduttore del Carnevale in tutta la Svizzera. Per il resto, i festeggiamenti e i riti (più di 100) sono molto eterogenei e riflettono la diversità e la multiculturalità che caratterizza la Confederazione. La tradizione religiosa si mescola agli antichi riti pagani che scandivano il succedersi delle stagioni. In alcuni Cantoni il Carnevale si basa principalmente sull’usanza precristiana di scacciare l’inverno e gli spiriti cattivi per accogliere la rinascita della primavera. L’organizzazione è affidata alle corporazioni e ai comitati di cittadini che con passione e dedizione preparano uno spettacolo capace di coinvolgere e divertire i numerosi visitatori.

Solothurn: il carnevale hawaiano (28 febbraio – 6 marzo 2019)

Nella città più barocca della Svizzera, il Carnevale dura più di un mese e culmina con la settimana di sfilate che precede la Quaresima. Per seguire il principio carnevalesco del sovvertimento, Solothurn in concomitanza con la festa di Sant’Ilario, il 13 gennaio, cambia il suo nome in Honolulu. Pare, infatti, che si trovi esattamente agli antipodi delle Hawaii o almeno ne sono convinti da secoli i suoi abitanti. Viene destituito il Sindaco e la via del Municipio diventa “via dell’Asino”. I festeggiamenti entrano nel vivo la mattina del giovedì grasso (il 28 febbraio) alle 5 con il “Chesslete” – il chiassoso corteo armato di fiaccole e di strumenti assordanti che attraversa la città vecchia svegliando chi dorme – e si conclude la sera del mercoledì delle ceneri (il 6 marzo) con l’incendio del pupazzo di paglia Böög.

(www.lebendige-traditionen.ch)

Basilea: il carnevale Unesco (11 – 13 marzo 2019)

È il Carnevale più popolare e partecipato della Svizzera con le sue 20’000 presenze annue. Dal 2017 è stato inserita nella lista dei patroni immateriali Unesco. L’appuntamento è il lunedì dopo le Ceneri all’alba: in una Basilea completamente al buio parte la sfilata delle lanterne (il Morgenstraich) che inaugura i tre giorni di cortei e baccanali. Tra maschere vivaci, lanterne e stornelli, sono due gli appuntamenti da non perdere: lunedì e mercoledì pomeriggio avrà luogo il “Cortège”, un vero e proprio corteo con gruppi in maschera, Guggen e carri che animano le strade di Basilea campagna e Basilea città! Tre piatti tipici accompagnano i tre giorni più pazzi dell’anno diffondendo un aroma inconfondibile per le strade: la zuppa di farina, la torta alle cipolle e un bretzel al cumino (chiamato “Fastenwähe”) da gustare con la birra.

(www.basel.com).

Lucerna: la saga dei Fritschi (28 febbraio – 5 marzo 2019)

L’origine di questo Carnevale è legata al rituale per scacciare l’inverno, già attestato nel XV secolo. Gruppi in maschera, armati di fiati e percussioni, si mettono in mostra attraverso le viuzze dando vita a spassose e rumorose esibizioni per far danzare e cantare migliaia di visitatori. Sono i Guggenmuusige che animano le vie di Lucerna “sbeffeggiando” il proprio pubblico. Fra le maschere spicca il Fritschi, un uomo avanti con gli anni, con sua moglie, la Fritschene, e il loro figlio Fritschikind. Il nome probabilmente è la storpiatura di Fridolin e all’epoca si trattava di un pupazzo di paglia, forse la figura simbolica di una corporazione. Il Carnevale non si svolgerà solo nella città di Lucerna ma in tutta la regione del Lago di Lucerna. Punti salienti sono le tre grandi sfilate cittadine: il Fritschiumzug il giovedì grasso (28 febbraio); il Weyumzug il lunedì grasso (4 marzo) e il Monstercorso il martedì grasso (5 marzo).

(www.luzern.com)

Ermatingen (Turgovia): il carnevale dello scazzone (27 – 31 marzo 2019)

 Il carnevale dello scazzone – così chiamato in onore del pesce che popola i fondali del lago di Costanza – di Ermatingen è il più tardivo della Svizzera poiché si svolge tre settimane prima di Pasqua. Tradizione vuole che nel marzo del 1415, durante il Concilio di Costanza, papa Giovanni XXII trovasse qui rifugio, e ricompensasse gli abitanti del luogo con la concessione di poter celebrare “l’ultimo carnevale del mondo” quando tutti, altrove, facevano penitenza. È un’usanza che combina tre ricorrenze: la festa dei pescatori, la festa di primavera e il carnevale. Il momento clou della manifestazione è il corteo, che si tiene ogni tre anni, «dello scazzone» (Groppenumzug): 1200 partecipanti sfilano nelle strade del paese davanti a 15’000 spettatori. Il corteo è aperto da uno scazzone di dimensioni gigantesche, dietro il quale seguono gruppi di pescatori in abiti tradizionali, carri con motivi primaverili, personaggi fiabeschi, gruppi carnascialeschi e guggen. Durante lo spettacolo al pubblico sono offerti filettini di pesce fritto e vino bianco della regione. Fa da cornice al corteo una festa popolare che dura più giorni, con una serata carnascialesca cui partecipano i ristoranti del posto e con il tradizionale Lumpenball (ballo in maschera).

(www.lebendigetraditionen.ch)

Lötschental, nel Vallese: i mostruosi Tschäggättä (28 febbraio e 3 marzo 2019)

 

Personaggi carnevaleschi tipici della Lötschental – valle autentica a 40 km da Briga – le Tschäggättä si caratterizzano per una bardatura fatta di maschere in legno di pino cembro, abiti di pelli di capra o di pecora e di una campana allacciata alla cintura. Dal 3 febbraio – giorno successivo alla festa della Candelora – fino alla mezzanotte del martedì grasso le Tschäggättä si aggirano per le strade dei villaggi inseguendo donne e bambini e, dopo averli acchiappati, strofinano sui loro volti i guanti intrisi di neve. L’origine di questo rituale è abbastanza incerta. Secondo alcune interpretazioni si ispira alle bande di ladri mascherati, gli Schurtendiebe, che nel XI secolo rubavano nei villaggi per riappropriarsi dei beni sottratti dalle popolazioni immigrate in queste zone; secondo un’altra ricostruzione gli abitanti della Lötschental cominciarono a travestirsi per spaventare l’esercito francese che aveva acquisito il diritto di transito nei territori del Vallese nel XVI secolo. La manifestazione ai giorni nostri è spontanea e non regolamentata ma per andare incontro alle esigenze dei curiosi ci sono due momenti fissi: il 28 febbraio 2019 con la tradizionale sfilata da Blatten fino a Ferden e il 2 marzo 2019 nel villaggio di Wiler.

(www.loetschental.ch)

Bellinzona car free in occasione del Rabadan (28 febbraio – 5 marzo 2019)

Dal 1862 a Bellinzona si celebra il Carnevale con carri, cortei ed appuntamenti (teatro, musica e degustazioni) che stravolgono per qualche giorno i quieti ritmi cittadini. La città dei castelli, patrimonio Unesco, si trasforma in un party a cielo aperto fino alle prime luci dell’alba, accessibile a piedi e con apposito pin. Il Carnevale, di rito romano, ha inizio con la consegna delle chiavi della città al Re Rabadan, parola piemontese che significa fracasso. Pare che il termine sia stato coniato al tempo delle Crociate per indicare i banchetti serali dopo il digiuno diurno del Ramadan. Il programma di sabato include una sfida fra le Guggen – bande di musicisti provenienti dal Canton Ticino e da altre località svizzere – che la sera offrono un singolarissimo spettacolo in Piazza Collegiata alternando musica e intrattenimento fino alle 5 del mattino. La domenica Bellinzona ospita il consueto “Grande Corteo Mascherato”, una sfilata umoristica con musica, carri e gruppi in maschera!

(www.rabadan.ch)

Friburgo: il carnevale dei Bolzes (2-5 marzo 2019) 

Le origini del carnevale sono incerte ma questa tradizione è stata rilanciata nel 1968 da tre abitanti della città vecchia di Friborgo. Bolzes è, infatti, il nome dato agli abitanti del quartiere dell’Auge, a prevalenza germanofona, che si trova nella parte bassa di Friburgo. Lo svolgimento del carnevale ricorda l’antica rivalità fra città vecchia e città alta. I Bolzes si travestono con maschere terrificanti e girano armati per difendere il loro territorio. Per 4 giorni si assiste a un programma di animazione con cortei, musica, aperitivi nei bar e nei bistrot che si conclude con l’incendio del pupazzo Rababous a simboleggiare la fine dell’inverno.

(www.carnavaldesbolzes.ch)

Credito Photo: via Svizzera Turismo

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