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Viaggio con i bambini tra i castelli della Loira: segreti, leggende ed eleganza

Viaggio con i bambini tra i castelli della Loira: segreti, leggende ed eleganza

vacanze con i bambini tra i castelli della Loira

L’immagine simbolo del mio viaggio nella Loira? Le scale a chiocciola che salgono in cima alle torri dei castelli da cui si dominano i giardini alla francese. Ecco, quelle lente salite, gradino dopo gradino, rendono alla perfezione l’idea della crescita progressiva di emozioni nella scoperta di ogni castello. Perché proprio questo è il punto: anche se sembrano in fila uno dietro l’altro, ciascuno di loro ha una storia da raccontare, è diverso dal precedente e si distingue certamente dal successivo. Ogni castello ha una personalità tutta sua, è stato immaginato, costruito e curato da menti, cuori e mani sempre nuovi, e merita di essere conosciuto con attenzione e curiosità.

Ogni castello della Loira catapulta noi grandi e i bambini in un racconto sempre diverso: prima quello di un re, poi di una regina, quindi di un duca e perfino di un grande artista del passato. In comune ci sono sempre la cura della bellezza e l’orgoglio di fare sfoggio di queste meraviglie che stanno attraversando il tempo sotto gli sguardi di stupore dei visitatori di ogni epoca. Anche noi, come le famiglie di 2-300 anni fa, ci siamo fermati all’ingresso del Castello di Chambord o di quello di Azay-le-Rideau, interamente circondato dall’acqua, abbiamo trattenuto il respiro, quasi per non disturbare la perfezione dell’immagine davanti ai nostri occhi, e siamo rimasti piacevolmente disorientati: è un sogno o è tutto vero? La risposta? Tutti e due.

Loira: da visitare con i bambini da 5 anni in su

Viaggiare in famiglia tra i castelli della Loira significa allora vivere un lungo sogno: inizia prima della partenza, prosegue durante la vacanza e non ci lascia neanche al ritorno a casa. Ce lo raccontavano i nostri amici che hanno la Loira nel cuore e non perdono occasione per ricordare un episodio o un aneddoto della loro vacanza. E ci troviamo adesso a essere noi gli ambasciatori di questo pensiero.

Perché la Loira è tante cose: ci sono i castelli rinascimentali e i pomeriggi interi a esplorare sale, cucine e passaggi segreti, ma anche i bei pranzi da cinque portate e i picnic con baguette e brie, le lunghe passeggiate nei giardini monumentali dei castelli e le corse dei bambini a chi raggiunge per primo la scalinata d’ingresso, le storie e le avventure di re e regine e dei tanti artisti e scrittori che hanno visitato questi magici e armoniosi luoghi, fino ad arrivare agli indimenticabili spettacoli son et lumière.

E poi ci sono tanti modi per andare alla scoperta di questa regione della Francia e dei castelli di Chambord, Chenonceau, Sully-sur-Loire, Angers o dei Duchi di Bretagna a Nantes: a piedi, in bici, perfino in barca, mettendosi comodi in una di quelle case galleggianti (houseboat) che rappresentano una delle tendenze del turismo degli ultimissimi anni, o salendo a bordo di una gabarre, la tipica imbarcazione dal fondo piatto.

I castelli imperdibili di re, regine, duchi

Il bello dei castelli della Loira, spesso completamente arredati, è la capacità di stimolare tutti i sensi dei bambini, quasi che fossero entità viventi e non impareggiabili costruzioni di pietra. Le sale parlano e raccontano di avventure di re e regine, delle storie di re Francesco I e della nuora Caterina de’ Medici, protagonista di un numero sterminato di film e serie televisive, di spostamenti di corte da un castello all’altro, di membri dell’aristocrazia in cerca di conoscenze e riconoscenze e di cucine febbrilmente attive, dove i bambini ascoltano a bocca aperta i tanti racconti della vita dell’epoca e apprendono un mucchio di cose utili per la loro formazione. E chissà che un giorno diventino principi o addirittura re! In attesa di scoprire le sorprese del futuro, per ora ci sono i 22 castelli e grandi siti della Valle della Loira a chiamare a raccolta le famiglie e a offrire una vacanza regale.

Dal grandioso Castello di Chambord a quello di Cheverny che ha dato a Hergé l’ispirazione per disegnare il Castello di Moulinsart di un’avventura di Tintin, dal Castello di Chaumont-sur-Loire, che con il suo parco offre uno dei più bei panorami sul fiume dei re, al Castello di Azay-le-Rideau circondato dalle acque, fino ad arrivare al parco del Castello di Valençay e al più grande labirinto di Francia. Il Castello di Villandry deve la sua fama ai giardini: veri e propri dipinti di vegetazione incorniciati dalle terrazze.

Se il Giardino d’Acqua mi ha invitato alla meditazione, il Giardino del Sole mi ha spinta a sognare a occhi aperti. Risa di bambini sono arrivate al mio orecchio, ma non hanno disturbato la pace del Giardino dei Semplici, dove sono coltivate le piante aromatiche e medicinali. Questa è la Loira che non si può raccontare fino in fondo perché ciascuno di noi osserva colori, ascolta suoni e rimane inebriato da profumi legati alle emozioni più personali. Vale per noi grandi e vale per i nostri bambini, ancora più ricettivi agli stimoli esterni di un mondo così fiabesco.

Re, regine, duchi e altri membri della nobiltà hanno allora costruito le loro roccaforti e le residenze lungo la Loira. Ma alcune di esse sono talmente fantasiose che sembrano uscite dalla matita di un bambino. Come il Castello di Ussé, proprio quello che ha ispirato Charles Perrault per scrivere le favole della Bella addormentata nel bosco e del Gatto con gli stivali. E che dire del Castello reale di Amboise? Prima di partire lo avevo visto e rivisto in tutte le sue angolazioni grazie alle foto pubblicate sul sito ufficiale dei castelli della Loira. Mi aveva sin da subito affascinato per la placidità della valle in cui è stato eretto, per la perfezione delle sue linee, ordinate e ingegnose, per i giochi di luce al tramonto e per quei tetti colorati che sembrano una civetteria per un mastodontico complesso di pietra. Bello, bellissimo, ma come si dice in questi casi: dal vivo è un’altra cosa.

E c’è poi un motivo in più per visitare questo castello reale: il disegno è stato realizzato dal nostro Leonardo da Vinci, che ha anche partecipato attivamente agli allestimenti delle feste organizzate a corte. Non solo, ma le sue spoglie sono conservate nel chiostro della collegiale, secondo la sua volontà. E qui entriamo in un’altra bella storia da raccontare, quella del rapporto d’amore tra Leonardo e la Valle della Loira.

Leonardo e la Valle della Loira, la storia d’amore

Sarà perché vivo in Toscana (a Firenze) e l’eredità dei grandi artisti del Rinascimento è tutti i giorni davanti ai miei occhi, ma sapere che il genio italiano di Leonardo da Vinci ha trascorso proprio qui gli ultimi tre anni della sua vita e che ho idealmente seguito le sue impronte, mi ha provocato un piacevole brivido inatteso. Leonardo è arrivato ad Amboise a 64 anni, vivendo al Castello del Clos Lucé, vicino alla corte del re Francesco I. Ed è stato subito amore.

Ha ispirato il pensiero e la moda e i suoi contatti con Francesco I sono stati quasi quotidiani. Il re gli ha manifestato una stima quasi filiale, chiamandolo addirittura padre. Leonardo è stato l’organizzatore delle grandi feste del re, con scenografie spettacolari, decorazioni grandiose, tableaux vivants, automi ed effetti speciali di suoni e di luci. Quasi come se vivesse nel 2018 e di cui il castello conserva testimonianze e manoscritti.

Le cronache raccontano che forse il grande Leonardo sia morto proprio tra le braccia del re. Ma è stato l’arrivo anche di altri artisti italiani nella Valle della Loira a rivelarsi decisivo per inaugurare un periodo rivoluzionario nell’architettura e nelle decorazioni degli interni come degli esterni. Un mix di stili da cui è poi nato il Rinascimento francese agli inizi del XVI secolo. Per i bambini, la visita si rivela allora una preziosa occasione per scoprire un modo di vivere, osservarlo da vicino e capirlo con la voce viva di chi è adesso ambasciatore di conoscenza.

A tavola: il regno dei bambini

Tre le specialità che conquistano i bambini, il primo posto non può che essere occupato dalle crêpes e dalle galettes, seguite dai gustosi piatti a base di formaggi, come fondue e raclette. Le caféteries offrono sempre ben volentieri le croque monsieur ovvero i famosi toast con prosciutto e formaggio. Si trovano un po’ ovunque e questa tradizione transalpina è stata esportata anche in Italia. Ma il vero gusto e soprattutto il miglior contesto in cui assaporarle è quello francese, magari con uno dei tanti castelli della Loira all’orizzonte. E proprio questa zona con le sue ampie distese verdi si rivela strategica per un picnic e per un picnic ala francese i must sono una baguette, del formaggio ed un po’ di uva, et voilà!

Oltre che al tavolo di un ristorante, le mamme e i papà come noi possono gustare vini della Loira (Bourgueil, Chinon, Vouvray, Cheverny, Sancerre) e la gastronomia d’eccellenza anche in una cantina trogloditica scavata nella roccia o in un mercato di cose buone: benvenuti nella Loira. Due consigli per le famiglie con i bambini: conviene andare al ristorante all’ora di pranzo perché a cena i tempi sono spesso lunghi.

Un viaggio nella Loira è perfetto in ogni stagione: la natura cambia in armonia con lo scorrere delle stagioni ma l’estate offre tante opportunità in più ed ecco allora che io vi consiglio un viaggio in questa bella zona soprattutto nella stagione estiva.

Maggiori informazioni: www.france.fr e www.valledellaloira-francia.it

Chiara Rosati

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