Parco di Pinocchio Collodi Lucca

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Via S. Gennaro 3 | 51014, Collodi Pescia | Italia

Il Parco di Pinocchio non poteva che nascere a Collodi, dove l’antico villaggio è rimasto come secolo fa, una cascata di case che termina a ridosso della Villa Garzoni e del suo scenografico Giardino; dove nacque la madre di Carlo Lorenzini e lo scrittore trascorse la fanciullezza presso i nonni Orzali. Qui si comprende perché il giornalista e scrittore brillante adottò lo pseudonimo di Collodi: l’immaginario delle Avventure di Pinocchio vi trova origine e quella forza che ne ha fatto un capolavoro universale.

Il Parco non è il consueto luogo di divertimenti, ma la suggestiva, preziosa opera collettiva di grandi artisti, dove si ripercorre una fiaba vivente, che diverte in modo spontaneo e naturale grazie alla bellezza dell’arte e della natura. L’idea del complesso monumentale fu, nel 1951, del Sindaco di Pescia, il professor Rolando Anzilotti, che costituì il Comitato per il Monumento a Pinocchio ed invitò i maggiori artisti a concorso.

Ottantaquattro gli scultori che risposero: vincitori ex aequo furono Emilio Greco con Pinocchio e la Fata e Venturino Venturi con la Piazzetta dei Mosaici. Nel 1956 si inaugurarono il celebre gruppo bronzeo, che raffigura simbolicamente la metamorfosi di Pinocchio, e gli straordinari mosaici con i principali episodi delle Avventure, in uno spazio progettato dagli architetti Renato Baldi e Lionello De Luigi.

Nel 1963 venne l’Osteria del Gambero Rosso, con l’omonimo ristorante, opera di Giovanni Michelucci, le cui rosse campate richiamano le chele di un gambero; nel 1972 il Parco si ampliò con il Paese dei Balocchi, percorso fantastico attraverso oltre un ettaro di macchia mediterranea progettato da Pietro Porcinai per ventuno sculture in bronzo e acciaio di Pietro Consagra e costruzioni di Marco Zanuso. Infine, nel 1987, il Museo-Biblioteca “Laboratorio delle Parole e delle Figure”, progettato e realizzato da Carlo Anzilotti su un’idea di Giovanni Michelucci.

La storia e la vitalità di Pinocchio sono più che centenarie.

Questo personaggio, bambino e burattino insieme, con il fascino della materia resa miracolosamente vivente, ha attraversato i decenni, i confini geografici e culturali, è trasmigrato da una forma espressiva all’altra senza perdere la specificità che lo rende riconoscibile ed amato dagli bambini e dagli ex bambini di tutto il mondo.

Di ciò può ben dare testimonianza la Fondazione Nazionale “Carlo Collodi”, grazie all’esperienza e al patrimonio culturale accumulati in una attività ultraquarantennale dedicata a favorire la conoscenza e promuovere la diffusione dell’opera di Carlo Lorenzini/Collodi.

Il Parco di Pinocchio, il Paese dei Balocchi e il Museo-Biblioteca ‘Laboratorio delle Parole e delle Figure’ sono aperti al pubblico tutti i giorni dell’anno, dalle ore 8,30 al tramonto, ininterrottamente. Il complesso è visitabile previo pagamento di biglietto d’ingresso, senza necessità di prenotazione.

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