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Tempo di Törggelen in Alto Adige

bambini alpe di siusi per il torggelen

Tempo di Törggelen in Alto Adige

A ottobre e novembre, l’Alpe di Siusi accoglie grandi e piccini con i suoi colori autunnali e le tradizionali delizie gastronomiche all’insegna del Törggelen.

Quando le foglie degli alberi cominciano a tingersi delle sfumature del rosso, del giallo-ocra, dell’arancione, trasformando il paesaggio in un dipinto autunnale, e quando, di tanto in tanto, si inizia a sentire nell’aria il profumo della legna che arde nelle stufe, nelle Dolomiti, è tempo di Törggelen.

Il termine Törggelen deriva dal latino “torquere” da cui, nel dialetto del posto, nacque la parola “Torggl”, il torchio per l’uva. Deve la sua origine a un’antica tradizione di agricoltori e commercianti di vino che, in autunno, erano soliti spostarsi di maso in maso per degustare il vino novello insieme a caldarroste e alle prelibatezze della cucina casalinga per festeggiare così la vendemmia e il raccolto. Ancora oggi il Törggelen invita a immergersi nella natura, tra vigneti, boschi e castagneti per poi concedersi piacevoli soste nei tipici masi e osterie contadine di Castelrotto, Siusi e Fiè allo Sciliar, lungo i sentieri di quello che con i suoi 52 km² è l’altipiano più grande d’Europa, l’Alpe di Siusi. Per poi concludere con un dolce a base dell’immancabile castagna, la vera regina della tavole autunnali, oppure lo strudel, forse il dolce più tipico di questa idilliaca regione circondata dalle Dolomiti, elette nel 2009 Patrimonio Naturale dell’Umanità per l’UNESCO.

Le Dolomiti appunto, un vero toccasana per il corpo e per lo spirito, che aiutano a lasciarsi velocemente alle spalle la frenesia della quotidianità! E come potrebbe essere diversamente con un paesaggio da cartolina davanti agli occhi, un cielo azzurro terso, il verde dei prati, i boschi e le vette dolomitiche che disegnano l’orizzonte. Tutt’attorno il silenzio, rotto solo dai campanacci delle mucche al pascolo, dallo scorrere di un ruscello nel bosco o da un trattore in lontananza. Sembra quasi di essere immersi in un piccolo angolo di paradiso e di diventarne parte per qualche istante. Attimi da memorizzare e portare a casa con sé per farli riaffiorare all’occorrenza.

Il periodo del Törggelen in Alto Adige inizia a ottobre e termina a fine novembre. Tipici masi e osterie contadine aprono le loro “Stuben” e offrono castagne arrostite, mosto dolce e vino nuovo, in un ambiente piacevole e familiare. Altri piatti tradizionali sono salamini affumicati, speck, “Schüttelbrot” (tipico pane di segale sottile e croccante) e ricche pietanze a base di carne affumicata.

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Le miti temperature autunnali sono l’ideale per invogliarci a intraprendere piacevoli escursioni insieme alla famiglia, invitandoci a esplorare i dintorni del comprensorio dello Sciliar, noto anche per il suo misticismo, le sue storie di streghe, stregoni, spiritelli e magie. L’avventuroso sentieroHexenquellen(le “Sorgenti delle streghe”) sull’Alpe di Siusi è perfetto per le famiglie e offre una straordinaria esperienza rilassante, immersi in una natura idilliaca, dove vi sembrerà quasi di avvertire una presenza mistica. Secondo la tradizione, l’acqua delle sorgenti di zolfo nel ”Bosch Curasoa a Saltria offriva da tempo refrigerio ai viandanti grazie alle sue proprietà digestive, ai suoi benefici effetti sulla pelle, alla sua capacità di rinforzare le articolazioni e ad altri salutari effetti legati a credenze antiche. Il cammino è fiancheggiato da figure di legno intagliate a mano,  creazioni di carattere paesaggistico, monumenti di pietra, radure e varie stazioni (il gioco dei birilli, il corno acustico, il cannocchiale, la casa della strega, il tronco parlante e altro ancora). Tutto contribuisce a richiamare l’attenzione sui tesori del luogo e sulle diverse specie animali e vegetali. La strega “Curandina” con il suo gufo bianco “Emma” accompagna tutti i visitatori che percorrono il sentiero, specialmente i bambini che, giocando, vanno alla ricerca delle tracce e delle stazioni successive, imparando a conoscere e a comprendere la natura con tutti i sensi: odorare, ascoltare, vedere, sentire, gustare e contemporaneamente sentire la forza che proviene dalla natura. Il contatto diretto con la terra umida e profumata del bosco produce un effetto rinfrescante, stimolante e affina la capacità di percezione. Il tutto accompagnato dal rumore del ruscello e dai tipici suoni che ricordano i liuti provenire dal profondo del bosco.

Come arrivare: Salire all’Alpe di Siusi con il bus “Alpe di Siusi Express” linea 10 (o con la cabinovia Alpe di Siusi) fino alla stazione di Compatsch/Compaccio e proseguire quindi con “l’Almbus” linea 11 per Saltria. Il sentiero inizia dalla Baita Tirler a Saltria (eletta malga più bella dell’Alto Adige nel 2009). Non è contrassegnato da una tradizionale segnaletica, è la strega “Curandina” a indicare il percorso con il suo ricorrente simbolo della “triade” che compare nel bosco tra ponticelli sospesi, radure e diverse stazioni fino ad arrivare alle sorgenti di zolfo. Il sentiero è prevalentemente pianeggiante ed è raccomandato a grandi e piccini. (Totale percorso: 2 km, durata: circa 1,5 h, dislivello: 70 m in salita/discesa).

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Un appuntamento folkloristico che piacerà sicuramente ai bambini è la Transumanza, in programma all’inizio di ottobre (per dettagli sullo svolgimento visitare il sito www.alpedisiusi.info): i fiori decorano un corteo di bestiame e di pastori, i carretti trasportano il fieno e l’aria profuma dei gustosi piatti locali. Il dolce rumore dei campanacci, che ogni animale porta al collo con orgoglio, annuncia l’arrivo delle circa 250 mucche che ogni anno ripetono la tradizione della Transumanza. Si compie, ancora una volta, il rituale del passaggio verso l’autunno. Si parte al mattino con una colorata sfilata, rallegrata dall’esibizione della banda del paese, dai mercati contadini e dalle degustazioni di cibi locali. Le strade sono invase dai suoni e dai costumi tradizionali che esprimono l’identità più pura di questo luogo circondato da un paesaggio fiabesco e dove il tempo pare essersi quasi fermato.

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Elisabetta Redaelli