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Milano: mostra NASA a Human Adventure

Milano: mostra NASA a Human Adventure

Mostra NASA - A Human Adventure a Milano

27 settembre – 4 marzo 2018, Spazio Ventura XV Milano

Una passerella in metallo, proprio come quella che gli astronauti sono soliti percorrere per salire sulle navicelle spaziali, ci introduce alla mostra “spaziale”.

Per la prima volta in Italia, è sbarcata a Milano NASA – A Human Adventure, la mostra itinerante sullo spazio che dal 2011 affascina milioni di visitatori nel suo tour mondiale raccontando la storia della National Aeronautics and Space Administration e le sue conquiste nel cosmo.

Realizzata per adulti e bambini su uno spazio di 1500mq, la mostra milanese narra la storia delle scoperte della NASA tra razzi, Space Shuttle, Lunar Rover, dal primo lancio nello spazio ai giorni nostri, presentando circa 300 manufatti originali provenienti dai programmi spaziali statunitensi, la maggior parte di essi in prestito dal Cosmosphere International Science Education Center e dallo Space Museum e dal U.S. Space & Rocket Center.

“That’s one small step for a man, one giant leap for mankind”, sono le famose parole pronunciate dall’astronauta americano Neil Armstrong che sembrano riecheggiare all’interno delle sale tra gli oggetti esposti. Nella notte tra il 20 e il 21 luglio 1969 circa 900 milioni di persone, 20 milioni in Italia, furono letteralmente incollate allo schermo della Tv per seguire in diretta lo sbarco sulla luna. La mostra “NASA – A Human Adventure” offre l’occasione di rivivere questo viaggio guardando da vicino alcuni degli oggetti originali parte dell’avventura che rappresentò un momento epocale. Lo sbarco sulla Luna ci incanta ancora oggi, facendoci sognare universi infiniti, dove pianeti, stelle e remote galassie rendono tutto spettacolare e affascinante, perché da sempre lo spazio e il cosmo conquistano scienziati e uomini comuni, grandi e piccini.

La mostra si articola in 6 sezioni: Gantry Entrance, Sognatori, La Corsa allo Spazio, Pionieri, Resistenza e Innovazione.

Nella prima sezione, Gantry Entrance, una passerella in metallo, replica di quella che collegava il razzo lunare Saturn V alla rampa di lancio a Cape Canaveral in Florida, introduce alla mostra.

L’area Sognatori racconta come per migliaia di anni il cielo notturno sia stato fonte di ispirazione per scrittori e artisti che hanno anticipato con la loro immaginazione la visione dello spazio e la sua conquista.

Durante la seconda Guerra Mondiale la tecnologia aeronautica ha compiuto scoperte sensazionali, dai motori dei jet a quelli spaziali. E dalla fine degli anni ‘50 all’inizio dei ‘60, l’esplorazione dello spazio è diventata una realtà. La sezione Corsa allo Spazio racconta del lancio dello Sputnik, riprodotto in una replica fedele, che ha dato inizio alla competizione tra Stati Uniti e Unione Sovietica per la conquista dello spazio. Costruito dai sovietici, lo Sputnik I fu il primo satellite artificiale inviato nello spazio (1957). Sempre in questa sezione possiamo ammirare le imprese del russo Yuri Gagarin, il primo cosmonauta a essere lanciato nello spazio nel 1961.

Nella sezione Pionieri scopriamo le creazioni dei progenitori della moderna tecnologia spaziale. Preparazione fisica e psicologica sono fondamentali per gli astronauti. La sezione Resistenza

ci illustra come cambia il modo di vivere e lavorare nello spazio attraverso gli oggetti più disparati, dal cibo liofilizzato ai kit personali, ma anche i veicoli e gli strumenti usati dagli astronauti, dalle tute spaziali ai rover lunari.

Le esplorazioni spaziali sono divenute realtà grazie alla tecnologia e prima di essa, alle idee e soluzioni che hanno reso possibile l’impossibile. Nella sezione Innovazione si possono ammirare una serie di navicelle spaziali, inclusa una replica a grandezza naturale della capsula Mercury, il modulo di comando dell’Apollo 11, che portò per la prima volta gli esseri umani sulla luna, il leggendario Space Shuttle e il telescopio Hubble.

E infine il momento mozzafiato della visita, indicato ai più intrepidi, il Simulatore di centrifuga spaziale per “allenarsi allo spazio” proprio come gli astronauti!

Curiosità

Lo sbarco sulla Luna.

Lo sapevate? Il giorno dell’allunaggio i negozi in Italia ottennero il permesso di tenere accesa la Tv anche durante l’orario di apertura; non si parlava d’altro in giro e al carcere di Roma il ministero concesse 600 televisori in prestito. In quella notte non ci furono furti, né rapine: a Milano, Bologna e Roma il centralino della polizia squillò giusto un paio di volte.

Ma cosa mangiano gli astronauti nello spazio?

Il “cibo spaziale” è rigorosamente liofilizzato per ridurne l’ingombro: cibo precotto e poi disidratato e messo in confezioni sottovuoto in modo da poterlo conservare a lungo senza il pericolo che si deteriori. Una minima quantità di ossigeno all’interno della confezione potrebbe infatti compromettere il cibo e renderlo immangiabile.

L’assenza di gravità priva inoltre i cosmonauti del senso dell’olfatto e di gran parte del senso del gusto e per questo i cibi sono arricchiti di spezie e salse, affinché siano più saporiti: gulasch, bacon e salsa di mele alla canadese, succo di pompelmo, di ribes, vodka norvegese, caffè, pane tostato a cubetti, cracker al formaggio, ortaggi grigliati, hamburger di manzo, cibo in scatola come patate schiacciate, asparagi e insalata… Nel 1973 gli astronauti delle missioni Skylab disposero di un frigorifero, un congelatore e un vassoio tecnologico che permetteva di scaldare i pasti. Per non mangiare galleggiando si ancoravano al pavimento. Alla mostra è possibile vedere il kit di sopravvivenza degli astronauti!

13. NASA - A Human Adventure

Una tuta davvero spaziale

La prima tuta spaziale fu la “Mercury” che forniva ossigeno, dava pressione in caso di depressurizzazione della cabina, e dopo i primi ammaraggi venne fornita di galleggianti. Nel 1963 la NASA introdusse la “Gemini”, la prima tuta spaziale vera e propria: 18 chili di peso, poteva essere impiegata dentro e fuori dal veicolo spaziale; composta da 8 strati di nylon e nomex, un materiale ignifugo, si abbina una sorta di “cappotto” resistente alla polvere cosmica, alle radiazioni e ai micro meteoriti. Con le missioni Apollo nacque la “A7L” capace di proteggere gli astronauti dalle temperature lunari (dai 120 gradi ai -173 gradi con una media di -53 gradi) ed è molto più flessibile delle precedenti.

Come si visita la mostra NASA a Human Adventure?

Esistono pacchetti per visite guidate per gruppi o famiglie; in alternativa è possibile fruire il percorso autonomamente con l’ausilio delle audioguide con spiegazioni differenziate per adulti e bambini, un modo ludico e didattico al tempo stesso per intrattenere e incuriosire i piccoli visitatori. Il percorso espositivo è stato completato con speciali aree interattive solo per le classi delle scuole primarie e secondarie che ne fanno richiesta, dove gli animatori scientifici conducono insieme ai ragazzi alcuni esperimenti, per rendere la visita alla un’esperienza ancora più coinvolgente ed emozionante.

16. NASA - A Human Adventure

NASA – A Human Adventure
27 settembre 2017 – 4 marzo 2018
Via Privata Giovanni Ventura, 15, 20134 Milano MI
www.ahumanadventure.it

Testo di Elisabetta Redaelli
Photo courtesy of John Nurminen Events B.V., Photo courtesy of NASA, Shutterstock image