A Valencia fare turismo e incontrare l’arte è un gioco

A Valencia fare turismo e incontrare l’arte è un gioco

Andare a Valencia con i bambini

Valencia secondo bimboinviaggio.com è la città migliore in Europa da visitare con bimbi piccoli e bebè, vi spieghiamo perché.

Dormire con gli squali, indossare il camice bianco e cimentarsi nei primi esperimenti con la scienza, costruire case con le gru giocattolo. Ma anche fare yoga all’aria aperta, perdersi tra specchi e figure dalle strane forme, visitare la Casa dei gatti, arrampicarsi come i lillipuziani su un Gulliver gigante di 70 metri. Valencia è questo. E anche altro: è una città in cui attraversare con tutta la famiglia la savana africana, vedere oltre 500 specie dell’ecosistema marino, diventare cavalieri e principesse. Se non è un enorme gioco a cielo aperto o una favola diventata realtà, poco ci manca.

Valencia è una città per bambini, il cui divertimento passa anche dall’acquisizione di confidenza con gli spazi e le forme che stanno attorno. Sempre in un’atmosfera di gioco, intendiamoci. Ed è da queste basi che il Centre del Carme ha deciso di fare da apripista e diventare il primo centro spagnolo di arte a dedicare un’area creativa permanente per i bambini. E allora, dopo aver messo piede in questo spazio culturale (si trova in calle Museo, 2 ed è aperto da martedì a domenica dalle 11 alle 19) è indispensabile andare subito alla ricerca dell’Espai de telles ovvero la sala di questo speciale progetto per i bambini fino ai 3 anni di età.

Si tratta di un invito per i più piccoli alla scoperta, alla partecipazione, all’ascolto e all’osservazione dello spazio che li circonda. In che modo? Con tavoli, specchi, figure poliedriche e particolari oggetti di cartone con cui costruire, esplorare e toccare la creatività con mano.

Familiarizzare con l’arte è un modo intelligente per lo sviluppo intellettuale nell’infanzia. Mai come in questa età, le menti dei bambini sono aperte alla fantasia e all’armonia e allora l’idea è di stimolare in modo attivo l’immaginazione. Insomma, se non è questo un buon modo per le famiglie di visitare i musei insieme ai bambini, cos’altro può essere? Pollice in su.

A proposito: nella via che conduce al Centre del Carme si incontra uno degli angoli più curiosi della città di Valencia: la Casa dei gatti. L’indirizzo? Questa volta non lo indichiamo e suggeriamo di andare alla ricerca. Scoprirla e vedersela apparire d’improvviso, mano nella mano con i propri bambini, è una meraviglia nello spettacolo.

Quando si dice che Valencia è una città per piccoli turisti le ragioni sono tante. Il Giardino Botanico dell’Università (Quart, 80, da novembre a febbraio dalle 10 alle 18; marzo e ottobre dalle 10 alle 19; aprile e settembre dalle 10 alle 20; da maggio ad agosto dalle 10 alle 21) ospita ad esempio sessioni collettive di yoga per bambini.

Proprio così, e i motivi sono tanti. Il primo è di riunire i più piccoli in questo polmone verde della città, senza spingerli lontano per ricercare la natura. Il secondo è per i benefici per la creatività e l’immaginazione che deriva dal legame con gli alberi e le piante del Giardino Botanico. E infine, i vantaggi dal praticare tutti insieme la stessa attività: miglioramento della concentrazione, della respirazione, della flessibilità, della coordinazione e della postura del corpo. E sempre in un contesto di gioco e relax accompagnato da musiche e storie.

In realtà Valencia dispone di molti parchi e giardini in cui trascorrere piacevoli giornata in famiglia. In fin dei conti è la terza città della Spagna.

Il Parco Gulliver è un classico, ma è realmente divertente perché i bambini si trasformano in felici lillipuziani che si arrampicano sul gigante Gulliver per poi lanciarsi a tutta velocità dai tantissimi scivoli allestiti sul suo enorme corpo.

Il Museo delle Scienze Príncipe Felipe (Av Profesor López Piñero, 7, dalle 10 alle 21 in alta stagione, dalle 10 alle 18 in bassa stagione, ma con prolungamenti nei weekend) è un’altra di quelle visite obbligatorie per chi viene qui a Valencia. E anzi, è una delle ragioni per cui accorrere con la famiglia. Pochi spazi come questi offrono occasioni di divertimento e di scoperta sia per genitori e sia per bambini. Qui si parla, si guarda e si respira la scienza  ed è vietato non toccare, non sentire, non pensare. Il museo è uno strumento reale di educazione alla capacità critica. E chissà se dopo un’approfondita visita i bambini non scoprano una vocazione per il futuro.

Qui si trova anche l’Espai dels Xiquets, un’area per soli bambini da 3 a 6 anni. Affiancati da istruttori, imparano a costruire la loro prima casa con gru giocattolo o a esplorare il corpo umano, a scoprire i segreti del mondo degli animali o quelli degli elementi. La chiave per catturare la loro attenzione è lo stimolo della curiosità con giochi e concorsi, dialoghi tra scienziati famosi e passeggiate, simulazioni ed esperimenti, trucchi di magia e indovinelli. Viene voglia di tornare piccini o magari di intrufolarsi nel gruppo dei bambini.

E siccome qui a Valencia nulla è lasciato al caso, l’Oceanogràfic non è solo il più grande acquario d’Europa e non consente solamente di scoprire le differenze tra lo squalo toro e lo squalo grigio, tra il pesce serra e il pesce luna. Ma anche di trascorrere una notte una notte con loro, dormendo circondati dalle specie più spettacolari che popolano la Torre Oceanos.

L’esperienza in questo enorme acquario con corridoi di vetro è unica e, crediamo noi, ogni tanto non si resisterà alla tentazione di aprire un occhio nel cuore della notte. Almeno per essere sicuri che i denti taglienti degli squali siano al loro posto. Ma i bambini (e i genitori) avranno questo coraggio? L’Oceanogràfic si trova in Carrer Eduardo Primo Yúfera, 1.